• guida di Barcellona in Catalogna

Guida di Barcellona: cosa vedere da Gaudì al barrio Gotico

Guida di Barcellona: cosa vedere da Gaudì al barrio Gotico

Barcellona è di moda. E non da oggi. Lo è ormai da decenni, almeno dal 1992 quando la città ha ospitato l’Expo dedicato alle scoperte e ai cinque secoli dell’America. Sarà un caso: ma da allora i turisti non hanno più smesso di venire sempre più numerosi, le riviste specializzate la piazzano  ogni anno tra le migliori destinazioni in tutto il mondo. Tanto che nella città sta montando persino un movimento che vorrebbe ridurre il turismo accusato di essere eccessivo e molesto. Un paradosso visto che la maggior parte delle città darebbe qualunque cosa per avere un simile bagaglio di attrazioni tra 55 musei, 20 ristoranti stellati e pure belle spiagge a due passi dal centro. Il tutto inserito in un patchwork di stili e suggestioni che uniscono il prototipo del Mediterraneo – ritmo rilassato, tanti mesi di sole, una ricca offerta gastronomica – con la modernità delle città tipicamente europee. Anche se, lo racconta la cronaca, l’indipendentismo ha creato non pochi problemi. E i contrasti con la capitale Madrid e il resto della Spagna non sono certo leggeri. Tuttavia la città continua a piacere e crescere e la gente arriva a frotte attirata da quello che proveremo a raccontare in questa guida di Barcellona:  facciate gotiche e palazzi modernisti, tapas spagnole e fierezze catalane, i giochi di luce sugli progetti di Jean Nouvel e le ombre dei vicoli del barrio Gotico. Un mix unico di cui adesso andiamo a scoprire qualche ingrediente.

guida di Barcellona in Catalogna

Guida di Barcellona: architetture e sorprese

Barcellona è l’unica città al mondo che ospita nove edifici Patrimonio dell’Umanità. Alcune di queste strutture sono state derise e criticate al momento della costruzione ma il tempo ha dimostrato che sono vere e proprie opere d’arte. Sette di questi edifici sono stati progettati dal più famoso architetto catalano di tutti i tempi, Antoni Gaudí. Il primo edificio progettato da Gaudí a Barcellona è stata la casa Vicens (che risale al 1878), un progetto residenziale fantasioso pensato per una famiglia benestante che possedeva una fabbrica di ceramica. Questo dettaglio si riflette chiaramente nella facciata che spicca per la notevole varietà di decorazioni in ceramica. È anche possibile scorgere alcuni riferimenti all’architettura islamica sulla facciata e in alcuni degli interni. Un’altra sosta fondamentale seguendo la guida di Barcellona in Catalogna è la Pedrera, uno dei principali edifici residenziali progettati dal genio di Gaudí e una delle case più fantasiose nella storia dell’architettura. Questo edificio è più una scultura che un palazzo. La facciata è una superficie mossa di pietra ondulata che, fondendosi con i suoi balconi in ferro battuto, rappresenta la mutevole complessità della natura. L’UNESCO ha riconosciuto questo edificio come Patrimonio dell’Umanità nel 1984. Proseguendo il viaggio non si può non citare la Sagrada Familia, la più famosa delle opere di Gaudí. Questa chiesa è in costruzione dal 1892 e non si ipotizza la conclusione dei lavori prima del 2030 (ma si tratta di una ipotesi ottimistica).

guida di Barcellona in Catalogna

La chiesa presenta una eccellente rappresentazione del rapporto tra l’uomo, la natura, e la religione attraverso un gioco complesso di simboli descritti in pietra. Ma per molti resta semplicemente un sogno bellissimo e forse irrealizzabile. Salendo su una delle sue torri poi ci sarà la possibilità di avere una vista unica su Barcellona e anche per questo è uno dei monumenti più visitati in Spagna. Di conseguenza preparatevi a lunghe code.
Ma oltre a Gaudì c’ è molto altro: durante l’epoca modernista Barcellona ha avuto un centinaio di architetti attivi che hanno prodotto edifici e strutture straordinarie che sono state riunite in una percorso del Modernismo nella città. Questo itinerario raggruppa circa centoventi edifici che dimostrano l’importanza del movimento art-nouveau di Barcellona.

guida di Barcellona in Catalogna

Una guida di Barcellona  non può però non guardare al passato ricordando che in epoca medievale la città era un ricco insediamento e che questa potenza ha lasciato un importante patrimonio storico in particolare in quello che è chiamato il Barrio Gotico. Inutile dire che il nome deriva dalla presenza di importanti monumenti di epoca gotica anche se l’impostazione della zona riporta alle tracce dell’originario villaggio fondato dai Romani. Questa zona dove è assai piacevole passeggiare è ancora un reticolo di strade, vicoli e piazze dove è bello perdersi camminando con il naso per aria. Prima o poi una sosta però è d’obbligo e la prima è quella alla Cattedrale di Barcellona intitolata alla patrona della città, Santa Eulalia (ma tutti la chiamano Seu: significa semplicemente “sede” ad indicare che qui c’è la sede del vescovo).

guida di Barcellona in Catalogna

La Cattedrale è stata iniziata nel 1298 sulle fondamenta di una precedente basilica romana come spesso accade e per essere terminata sono serviti secoli: il chiostro è stato finito solo dopo il 1450 e la facciata, addirittura, solo nel 1890 e la torre dopo il 1913. Insomma, la fretta non è certo la prima caratteristica della città. Dopo questa visita riprendete la vostra passeggiata ma prima di tuffarvi lungo le Ramblas, i viali che fanno da confine al Barrio Gotico dedicate un momento alla placa Reial, una delle piazze simbolo della città. Al centro della piazza, ombreggiata da palme e circondata da alti palazzi c’è una celebre fontana mentre i lampioni portano la firma dell’allora giovane Gaudì. Un tempo godeva di una dubbia fama mentre oggi è un posto perfetto per iniziare o trascorrere la serata tra locali di ogni tipo. E per gli appassionati qui c’è anche un mercatino di monete e cianfrusaglie varie.

guida di Barcellona in Catalogna

Guida di Barcellona in Catalogna: i quartieri di tendenza

Vogliamo proseguire il nostro viaggio? Allora andiamo a scoprire altri due quartieri: la Ribera e il vicino Barrio El Born. Si tratta di una zona antica ma oggi assai vivace che da antico quartiere di mercanti e artigiani si è trasformato in area di artisti, locali e musei. Dove un tempo si campava ai limite della legge ora si danno appuntamento i designer. I nomi di molte strade (calle degli argentieri, dei cappellai, e molte altre) ricordano gli antichi mestieri che si svolgevano intorno alla basilica di Santa Maria del Mar, che è, senza ombra di dubbio, il capolavoro di architettura gotico catalano.

guida di Barcellona in Catalogna

Durante il tredicesimo secolo, Barcellona aveva bisogno di espandersi oltre le mura della città e così venne creato questo quartiere che si allargava fino verso il mare (prima che la Barcelloneta fosse unita alla terraferma). Carrer Montcada, attualmente la via delle gallerie d’arte e sede di importanti musei come il Museu Picasso, era al centro di questa parte della Barcellona del passato come si può vedere ammirando i palazzi medievali. Una delle attrazioni principali del quartiere, a parte la ragnatela di stradine acciottolate e la ampia scelta di locali di tendenza, è senza dubbio il Palau de la Musica Catalana, una magnifica sala da concerto modernista progettata dall’architetto Doménech i Montaner e inaugurata nel 1908, uno dei simboli del modernismo catalano. Il mercato di Santa Catarina invece, un enorme mercato con un design straordinario che si trova proprio sul confine del quartiere di Ribera è un posto meraviglioso per trascorrere una mattinata soppesando i prodotti freschi utilizzati nella splendida cucina catalana. Infine, ennesima pagina della nostra guida di Barcellona, è la Chiesa di Santa Maria del Mar, soprannominata la Cattedrale del mare, un luogo che ha ispirato molti scrittori, musicisti e pittori con la sua luce e la sua atmosfera unica. Questo imponente edificio gotico è stato voluto e letteralmente costruito dalla gente del quartiere: ogni pietra di Santa Maria del Mar è stato trasportato a braccia per tre chilometri dalla cava di Montjuïc. Uno sforzo epico svolto dai cosiddetti bastaixos, lavoratori del porto di Barcellona, che nei giorni di tempesta portavano le pietre sulla schiena per aiutare nella costruzione della chiesa.

guida di Barcellona in Catalogna

Stanchi di pietre e arte? Volete placare la gola? La nostra guida di Barcellona  vi spinge per forza verso il mercato della Boqueria, il più famoso della città. Costruito nel 1840 sulle rovine di un convento, questo mercato esisteva già nel Medioevo e da sempre è il punto di riferimento per la gastronomia locale. Qui si può trovare il migliore baccalà, prosciutti e salumi unici, il pesce del Mediterraneo e del Cantabrico, i prelibati polli Pota Blava con le zampe azzurre e tutto quello che serve per assaggiare Barcellona. Non mancano anche personaggi che paiono presi di peso da un libro di Manuel Vázquez Montalbán. Oltre ai banchi dove si vendono le materie prime si trovano banchi dove si mangia: la scelta è ampia e decidere non è facile: ma fatevi consigliare dai profumi e dalle lunghe code. La attuale bella struttura in acciaio e vetro del mercato è stato inaugurata nel 1914 e ancora oggi è forse il posto giusto per avvicinarsi alla cucina spagnola e catalana. Secondo gli esperti una sosta obbligata va fatta da Juanito, ovvero al banco chiamato Pinotxo, specializzato in assaggi di racion e tapas. La fila è perenne a riprova che Pinotxo – che in catalano vuol dire Pinocchio – non racconta bugie. Oppure l’alternativa è puntare verso Barceloneta e le sue spiagge. Dove vivere la vita del mare a due passi dal centro.

guida di Barcellona in Catalogna

Guida di Barcellona: il tempio del calcio

La nostra visita sfogliando le pagine della guida di Barcellona  prevede una sosta diversa: di fronte ad un luogo mitico per chi adora il dio del calcio. In città in tanti scelgono di dedicare un paio d’ore al Camp Nou, lo stadio di calcio più grande d’Europa (ospita 99.354 spettatori) che è la casa del leggendario FC Barcelona. La visita guidata allo stadio conduce nelle varie parti dell’impianto, dalla sala stampa con vista panoramica allo spogliatoio dei campioni, dalla cappella – dove alcuni giocatori si fermano a pregare prima del fischio di inizio – alle stanze dove Messi e compagni rilasciano le interviste. Infine il museo di 3500 metri quadri dove si compie un percorso nella storia e nelle immagini di uno dei club più blasonati al mondo.

guida di Barcellona in Catalogna

Guida di Barcellona: il Parc Guell

Infine, come abbiamo iniziato, riprendiamo il nostro racconto parlando di Gaudì e del Parc Guell, una delle opere più singolari del grande architetto che dal 1984 è un Patrimonio dell’Unesco. Il parco ha una storia interessante: è stato commissionato da Eusebi Güell nel 1900 che voleva costruire una comunità protetta per ricchi fuori dal centro della città. Nel 1900 il parco era infatti in campagna, lontano dal caos e dal rumore, mentre ora si trova nei confini urbani anche se non è certo in centro. Secondo il progetto dovevano sorgere 60 case oltre ad una grande piazza, zone commerciali e altri servizi necessari per sostenere la popolazione. Purtroppo però le elite di Barcellona dell’epoca non mostrarono interesse al progetto e solo due delle 60 case sono state costruite. La zona monumentale del Parco Guell è costituito da ciò che è noto come la sala a pilastri, uno spazio con ottantasei colonne su una grande terrazza da cui si può contemplare tutta Barcellona. E non c’è modo migliore per terminare la nostra visita della città. Che ha ancora molto però da mostrare.

guida di Barcellona in Catalogna

guida di Belfast in Irlanda del Nord

Guida di Belfast in Irlanda del Nord: dal Titanic ai pub

piste da sci in Alta Badia

Le piste da sci in Alta Badia: i campioni sulla Gran Risa

Trackback from your site.

Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici e rimani sempre aggiornato!