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I villaggi della Normandia: cosa vedere nei paesi da Honfleur a Giverny

I villaggi della Normandia: cosa vedere nei paesi da Honfleur a Giverny

Bellezza naturale e storia, sapori intensi e panorami unici. La Normandia ha molti volti e molti tesori che la rendono una delle regioni più affascinanti della Francia. Qui si viene per vedere i luoghi dei pittori impressionisti e le spiagge dello sbarco, l’architettura di Le Havre e la cattedrale di Rouen. Ma anche i villaggi della Normandia, più o meni piccoli, famosi o da scoprire, meritano una visita per un viaggio che porti fuori dai luoghi meno battuti dalla folla. Ma comunque sempre emozionanti.

I villaggi della Normandia: Les Andelys

Un villaggio che sono due. E che rappresenta una specie di sunto del meglio di tutti. Il nome del paese di Les Andelys deriva dalle due parti che lo compongono: Petit-Andely sulle rive del fiume e Grand-Andely, dove spicca la grande chiesa gotica fiammeggiante di Notre-Dame. Per il resto non perdete l’occasione di passeggiare lungo la Senna perdendovi nei vicoli con le case a graticcio e lo scorcio di una piazzetta imprevista e lo scoppio di colore dei fiori alle finestre Nei dintorni, poi, verdi colline e scogliere di pietra bianca, mentre in alto domina Château-Gaillard, una fortezza voluta da Riccardo Cuor di Leone nel 1196. Ora è molto rovinata ma la salita di 20 minuti offre splendide vedute sui dintorni. E fa capire molto della storia di questa regione.

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Le Bec-Hellouin si trova nel dipartimento dell’Eure a una cinquantina di km da Rouen. E per molti è uno dei più bei villaggi di Francia. Se sia vero non lo sappiano ma sicuramente spicca tra i villaggi della Normandia grazie alla sua grazia di stradine e fiori, case a graticcio e chiese importanti. Anche se gli abitanti sono in tutto solo 400. Il paese è nato a partire dall’anno 1034 intorno alla abbazia di Notre-Dame of Bec fondata da un cavaliere divenuto monaco benedettino. Ancora oggi qui lavorano e pregano i monaci e la si può visitare ogni giorno prima di andare a vedere le altre chiese che rendono questo borgo un punto di riferimento per la spiritualità da oltre mille anni: la chiesa di Sant’Andrea, che pure risale al 1039, e il molto più recente monastero di Santa Francesca Romana.

La fonte miracolosa di Saint-Céneri-le-Gérei

Proseguendo il nostro tour tra i villaggi della Normandia arriviamo per forza a Saint-Céneri-le-Gérei, un paese immerso in una foresta e affacciato sul fiume Sarthe. E qui il tempo sembra viaggiare ad un ritmo differente dal resto del mondo. Il borgo nacque quando nel VII secolo quando San Cenerico scopri, secondo la tradizione, una fonte miracolosa da cui sgorgava acqua che curava le malattie degli occhi. Miracoli a parte è bello ancora oggi visitare la chiesetta romanica del XI secolo con gli splendidi affreschi e passeggiare tra le case di pietra e guardare il fiume dal ponte comparso in chissà quanti quadri. La bellezza del villaggio attirò infatti artisti come Camille Corot e Gustave Courbet, che si incontravano per dipingere all’Auberge des Soeurs Moisy, un’ex locanda che oggi funge da museo.

Beuvron-en-Auge: pittura e gastronomia

Pittura e gastronomia: questi sono due dei tanti motivi di attrazione dei villaggi della Normandia. E i sapori si trovano certamente a Beuvron-en-Auge, un piccolo villaggio del Pays d’Auge, regione famosa per la produzione di formaggi e Calvados. Le case a graticcio circondano la piazza del paese dove si trovano botteghe e locali che vi attireranno come una calamita. Qui si possono comprare formaggi e bottiglie di sidro ma anche partecipare ad eventi tradizionali come la Fiera del Geranio di maggio, la Giornata dei Pittori, che si tiene a luglio e la Festa del Sidro, che si tiene in autunno. E per una cena indimenticabile coi sapori normanni non perdetevi il ristorante stellato Le Pavé d’Auge, proprio al centro del paese in una antica abitazione di pietra e legno.

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A spasso a Lyons-la-Forêt

Il nome lo suggerisce: Lyons-la-Forêt si trova al centro di un grande bosco e una passeggiata tra le sue faggete, considerate tra le più belle dell’intera Europa, è una esperienza da non perdere. Anche perché ci sono comodi sentieri ben percorribili e segnalati. Ma poi alla fine si dovrà per forza concedersi una sosta nel centro del villaggio con le classiche case in stile normanno che conducono al mercato coperto del XVIII secolo che funge da cuore del paese. Qui è bello fermarsi nei tavolini dei caffè e guardarsi intorno facendo quello che faceva, ad esempio, uno degli ospiti più celebri del paese ovvero Maurice Ravel. Fischiettando suo Bolero poi camminate fino a alla chiesa di Saint Denis, sul fiume Lieure e godetevi la pace e l’eleganza di questi luoghi.

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Giverny e le ninfee di Monet

Non si possono citare i villaggi della Normandia senza nominare Giverny diventata famosa in tutto il mondo perché qui scelse di abitare il celeberrimo pittore impressionista Claude Monet. Un nume che porta qui, tra le poche centinaia di abitanti, decina di migliaia di persone ogni anno che vengono ad ammirare il cottage dove si trasferì nel 1883 e che trasformò nel suo atelier. E quegli scorci si ritrovano in decine di tele. Dentro la casa si ammirano stampe giapponesi e si può sbirciare quella che era la vita quotidiana del maestro dell’Impressionismo anche se è affacciandosi che si coglie la poesia del luogo con il grande giardino, il Clos Normand, che ad ogni stagione si riempie di migliaia di fiori di tutti i colori.

Ma non finisce qui: nel 1893 Monet comprò un pezzo di terra dall’altro lato della strada dove creò una sorta di stagno dove piantò delle particolari ninfee e che sono il modello dei celebri quadri che tutti conoscono e che sono ospitati a Parigi, all’interno del giardino delle Tuileries, nel museo dell’Orangerie.
Quindi dedicate un po’ di tempo a visitare il Museo dell’Impressionismo che si trova poco lontano in un edificio moderno che raccoglie opere simbolo di questo movimento pittorico sempre di moda. E terminate cenando al ristorante stellato Les Jardin des Plumer. Volendo ci sono anche otto camere per godervi il paese quando la folla dei turisti se ne sarà andata via.

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Barfleur e il suo porto

Ma Normandia vuole dire anche mare e per ricordarlo e sentirlo si deve fare una sosta al villaggio di pescatori di Barfleur, sulla costa del Cotentin, nel Medioevo un importante punto di imbarco per l’Inghilterra. E non a caso la massiccia chiesa di Saint-Nicholas con il suo campanile senza guglia mostrano evidenti influenze dello stile inglese. Poi passeggiate sul molo fino al faro di Gatteville, il secondo più alto della Francia, e guardate le barche che con la bassa marea restano in secca e la manciata di case di questo borgo di soli 500 abitanti allineate su una penisola.  Qui la  gran parte delle persone ancora vivono di pesca e soprattutto della presenza di un tipo di particolare di cozza che è molto apprezzata dai gastronomi. Se siete nella stagione giusta fermatevi ad assaggiarle cucinate alla normanna nei piccoli locali sul porto.

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La vezzosa Honfleur

Una delle regine tra i villaggi della Normandia è poi sicuramente Honfleur, la cui bellezza attira artisti da secoli. Il suo porto, circondato da edifici di stili diversi è un fondale perfetto per il Vieux Bassin, il vecchio porto che ad ogni ora sembra cambiare di colore e prospettive al mutare della luce. I riflessi dei palazzo e gli yacht che ondeggiano dolcemente sembrano usciti da un dipinto ed è facile capire perché questo porto sia stato dipinto così spesso da alcuni degli artisti più famosi di Francia, da Monet a Boudin, da Corot a Seurat.

Una celebrità che spiega perché ora sia una località turistica così amata, e spesso affollata, con luoghi per eventi, come i “Greniers à sel” e hotel di charme e ristoranti per ogni gusto e portafoglio. In più può essere il punto di partenza perfetto per gite nell’entroterra del Pays d’Auge seguendo la strada del sidro o quella dei formaggi.

Abbiamo parlato di formaggi ed ecco la destinazione per eccellenza tra i villaggi della Normandia: Pont-l’Évêque. Purtroppo le bombe del 1944 l’hanno distrutta per quasi due terzi ma i danni della guerra sono stati riparati e ora si può ancora camminare tra le case a graticcio del centro, passeggiando lungo le rive del fiume Toques e lungo i canali dove si specchiano i balconi fioriti. Poi dopo un omaggio alla quattrocentesca Église Saint-Michel lasciate andare i piedi e riempitevi gli occhi della sua atmosfera normanna. Di un un borgo sorto ai tempi dei romani e diventato punto di snodo nel Medioevo. E che ancora oggi sa regalare il piacere di un tuffo nella Francia più vera e ammaliante. Come un villaggio in cui raccontarsi le favole.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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