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Cosa vedere a Tangeri: la guida della città bianca nel nord del Marocco

Cosa vedere a Tangeri: la guida della città bianca nel nord del Marocco

Per decenni, tra il 1920 e la fine degli anni ’50, Tangeri è stato il parco giochi per ricchi e famosi, per avventurieri di ogni paese e per faccendieri con pochi scrupoli. Ma anche il ritiro di artisti e scrittori, spie, rifugiati in fuga dal passato e star del cinema. Tutti attirati dallo status di città internazionale, paradiso fiscale e soprattutto città della libertà e della trasgressione. Un mito forte e vagamente romantico che ha viaggiato per il mondo; ma oggi  cercando di capire cosa vedere a Tangeri e cosa resti di quel tempo si potrebbe rimanere delusi.

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Vedere Tangeri: la città di ieri e di oggi

Si,  perché a Tangeri adesso attraccano le navi da crociera e i traghetti veloci usati dai turisti in infradito in arrivo dalle spiagge di Tarifa e della Spagna. E anche se resta una città ancora ricca di fascino è tuttavia molto lontana dalla bianca illusione che stregò Paul Bowles, che qui scrisse il “Tè nel deserto” mentre dalla sua casa passava gente come Truman Capote, Albert Camus, Jack Kerouak e William Burroghs che la descrisse come la “frontiera tra il sogno e la realtà”. Un sogno psichedelico e vagamente tossico svanito nel 1960 quando la città tornò al Marocco e dei tempi degli artisti e dei beat si cominciò a perdere il senso. Ma non il ricordo.

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D’altra parte questa è la porta dell’Africa a due passi dall’Europa e dall’Andalusia (solo un’ora di nave per passare tra i due continenti) e infatti qui sono passati tutti: la città fu fenicia, cartaginese, romana,poi vandala, bizantina, araba, portoghese, spagnola e britannica prima di diventare marocchina. E un po’ di questo mix, unico e straordinario, resta nell’aria della bianca Tangeri affacciata sul blu dello stretto di Gibilterra, tra i vicoli e strettoie della kasbah dove un tempo era pericoloso passare. E dove ora si affollano i turisti.

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Cosa vedere a Tangeri: la medina

Il cuore della città è ovviamente la medina, ovvero la città vecchia, che precipita giù dalla scogliera verso il mare in un labirinto di stretti vicoli, il luogo dove tutti passano cercando lo spirito del luogo, tuffandosi negli odori e nei colori e  sfogliando la guida di cosa vedere a Tangeri. Al centro di questo grumo di case e di vite sta la piazza conosciuta come Petit Socco, dove i vecchi siedono per ore a bere il tè e a giocare a backgammon.

Socco, una parola strana che però non è altro che la versione spagnola di souk, quindi del mercato, ed è rimasta in questa piazza nel cuore di Tangeri a causa della sua eredità spagnola. Un tempo questo era il centro dello spaccio: forse l’hashish delle montagne si vende ancora. Ma le facciate delle case sono dipinte di nuovo e la trasgressione non è più così sfrontata. E più facilmente troverete tè alla menta.

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A meno di trecento metri in linea d’aria – ma qui nulla è rettilineo – si trova il Grand Socco, la piazza che porta alla medina e che funge da accesso agli sfolgoranti giardini di Mendoubia sul lato nord mentre il minareto tempestato di mosaici della moschea Sidi Bou Abid incombe dal lato a ovest. Un tempo questa era la piazza del mito: ora è ancora una piazza piena di fascino, sghemba e contornata di palme e piena di taxi. Voi salite la scala che porta alla “Terrasse” e guardatevi intorno. Le cose da vedere a Tangeri sono tutte intorno a voi. E sentirvi in una pagina di Bowles è quasi automatico.

Il vecchio mercato e le chiese

Appena ad ovest del Petit Socco, in rue Siaghine si trova la Chiesa dell’Immacolata Concezione, costruita dagli spagnoli nel 1880 mentre rue d’Angleterre si arriva alla chiesa di St Andrew. Si trova su un terreno che la regina Vittoria regalò all’inizio del 1900 ed è uno stravagante esempio, molto fascinoso, di chiesa anglicana costruita però in stile moresco. A fianco, c’è un cimitero: non siate timidi e passate tra le lapidi. Su quelle pietre è scritta la storia folle e a volte crudele della città.

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A est della piazza del petit Socco si trova la Grande Moschea ma voi puntate verso gli Stati Uniti. No, non è uno scherzo: nell’angolo sud-est della città vecchia c’è l’Old American Legation, una volta sede del consolato americano e la più antica sede diplomatica americana al mondo. Infatti il Marocco è stato il primo paese a riconoscere gli Stati Uniti d’America come un paese indipendente nel 1777; e il sovrano marocchino, Sid Suleiman, donò questo edificio agli Stati Uniti nel 1821. Ora l’edificio ospita un centro culturale, un museo, una sede per conferenze e una biblioteca dove sono conservati oltre a documenti come una lettera di George Washington una sala dedicata a Paul Bowles e opere di artisti non solo americani.

La kasbah e le altre cose da vedere a Tangeri

La Kasbah, dove un tempo viveva il sultano, domina la parte settentrionale della medina. Per entrare si passa una porta che conduce ad un ampio cortile su cui di affaccia il Palazzo Dar el-Makhzen – la casa dei governatori portoghesi e inglese- e oggi sede del moderno Museo della Kasbah. Il palazzo è stato costruito nel 17 ° secolo e ampliato da ogni sultano. I soffitti in legno intagliato e il cortile in marmo regalano un saggio della ricchezza dell’artigianato marocchino.

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Per scoprire poi le cose da vedere a Tangeri è il momento di immergersi nella Ville Nouvelle, il posto giusto per vivere l’atmosfera coloniale che si trova al meglio nella zona di boulevard Pasteur e place de France. Qui regna l’architettura del tardo 19° secolo ed è il posto giusto per gironzolare fermandosi quando capita  per il solito tè alla menta. Qui, per di più, si trova la Terrasse des Paresseux, dove si possono ammirare spettacolari viste sul mare mentre in distanza tremola l’immagine confusa nel calore di Gibilterra e della Spagna meridionale in lontananza.

La spiaggia e i dintorni di Tangeri

Se poi volete vivere un assaggio della vita di Tangeri negli anni ruggenti dirigetevi verso la spiaggia. L’ampia spiaggia cittadina è stata rimessa a posto e ora è diversa dai tempi degli scrittori ma regala lo stesso un sentore di quando era popolata da vip ed era una delle strisce di sabbia più famose al mondo. Il suo periodo di massimo splendore è ormai lontano, ma l’area della spiaggia è ancora un buon posto per camminare mescolandosi alla gente del posto che passeggia e gioca a calcio. Sfortunatamente, nuotare qui non è il massimo visto che l’acqua risulta decisamente inquinata ma per respirare l’aria salmastra, sgranchirsi le gambe e immergersi nella vita locale è il posto giusto.

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Le cose da vedere a Tangeri e nel villaggio di Asilah

Infine se avete tempo e volete scoprire cosa vedere a Tangeri anche fuori dal centro cercate di andare a visitare la città di Asilah, a circa 40 chilometri da Tangeri, sulla punta nordoccidentale della costa atlantica del Marocco. Si tratta di un villaggio di pescatori con una storia millenaria con ha vissuto giorni ben lontani dalla apparente quiete attuale. Oggi gli imponenti bastioni della città offrono ora uno scenario per passeggiate sul mare sullo sfondo  di case bianche e blu ma nei secoli passati fu una base per i pirati. Scoprire il paese è facile e divertente e ogni passeggiata è un piacere anche se, per i più pigri,  i carretti trainati dagli asini sono un’opzione curiosa.

Asilah si raggiunge da Tangeri con il treno e in auto lungo la strada costiera, e questa facile accessibilità contribuisce alla sua popolarità tra i turisti che vogliono una pausa nella vita assillante delle città del Marocco. Asilah infatti è abbastanza tranquilla per la maggior parte dell’anno, tranne quando frotte di artisti arrivano qui per l’Asilah Arts Festival che si svolge ogni agosto. La città ospita allora numerosi eventi di arte e musica, tra cui un festival di pittura che riempie i muri di graffiti e dipinti. E la costa del Marocco torna a riempirsi di una atmosfera vibrante come ai tempi degli scrittori e delle spie.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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