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Cose da vedere a Tarifa in Spagna: spiagge e surf ma non solo

Cose da vedere a Tarifa in Spagna: spiagge e surf ma non solo

Siamo in Spagna, questo è ovvio. E quindi siamo in Europa. Ma l’Africa, il Marocco, dista solo una quindicina di chilometri, o se preferite, mezz’ora di navigazione. E anche se ora Tarifa è il paradiso dei surfisti un tempo era qualcosa di molto più mitico: qui si trovavano le Colonne D’Ercole. Da una parte il Mare Nostrum, dall’altra il nulla. Facile capire che paura potesse fare a chi navigava su gusci di legno. Mentre oggi si fa la coda per venire a scoprire le cose da vedere a Tarifa. Che sono il mare ma non solo.

Tarifa è una cittadina di appena 16mila abitanti che lievitano per buona parte dell’anno grazie agli appassionati di windsurf portati qui dal vento di levante che, soffiando quasi ininterrottamente, rende questo tratto di mare un caleidoscopio di vele. La città si trova nella provincia di Cadice, su quella che è stata battezzata Costa de la Luz, una delle tante sezioni della costa andalusa dove si trovano splendide spiagge. Ma lo abbiamo detto: in questo punto dell’Andalusia l’Africa è tanto vicina che pare di poterla toccare. Sulla punta estrema de suo territorio si trova una isoletta che si chiama Las Palomas ed è connessa con una strada al continente. Quando la guardate pensate che sia un ponte lanciato verso il nordafrica. E non è un caso se qui a maggio si svolge il Festival del Cinema Africano.

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Cose da vedere a Tarifa: una storia antica

Ma le cose da vedere a Tarifa, lo abbiamo detto, non sono solo le onde. Qui si trovano anche reperti del più lontano passato ed è divertente andare a vedere i graffiti rupestri che si trovano nella grotta del Moro o passeggiare nella necropoli di Los Algarbes. Qui, come è facile capire dalla posizione sono passati tutti e tutti hanno lasciato qualcosa: e non è difficile vedere reperti e segni sulle pietre che riportano ai fenici fino al regno di Spagna passando per i greci, i romani e i visigoti e il sito archeologico di Baelo Claudia è considerato uno dei luoghi più importanti di tutta la regione per rivivere il lascito dei Romani ai confini del loro impero.

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Cose da vedere a Tarifa: le roccaforti e le mura

Chiamata in origine Al-Yazirat Tarif (ovvero l’isola di Tarif, dal nome del berbero che la prese nel 700 d.C) divenne presto un importante punto strategico, una roccaforte contro le incursioni dei pirati e punto di riferimento per le tante battaglie combattute in questo pezzo di mare fino al 1340 quando tornò terra cristiana. Questo passato di fortilizio spiega perché la città vecchia sia ancora circondata da mura dentro le quali si sviluppa un labirinto di stradine strette e tortuose. All’esterno invece c’è la parte nuova più commerciale. Lungo le mura si trovano ancora le cosiddette torri Vigias, ovvero punti di osservazione contro l’arrivo frequente dei pirati e le più celebri si trovano sull’isola de las Palomas. Delle antiche porte ne resiste una sola che si chiama Puerta de Jerez da cui parte la strada che attraversa tutta la città. All’interno poi si trovano le chiese più importanti come quella di San Matteo, quella di San Francisco e la chiesa di Santa María che troneggia nella piazza principale.

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Cose da vedere a Tarifa: il mare

Ma dopo aver visto antiche pietre e bellezze del passato arriva presto il momento di vivere il mare. Perché se si viene sino qui è proprio per questo. Tra le cose da vedere a Tarifa ci sono le sue spiagge che attirano appassionati di windsurf e kite-surf da tutta Europa. Iniziando il viaggio dalle case della città la prima spiaggia che si trova è Playa Chica, proprio tra il porto e l’isola, che però è sempre piena di gente perché qui il vento non smette mai di soffiare. Poco dopo si arriva Playa de los Lances, la più lunga di tutte le spiagge della zona, divisa in due e molto amata dagli sportivi. Scegliete voi se preferite los Lances Sur, più vicina a Tarifa o los Lances Norte, un po’ più lontana e selvaggia.

Oltre Valdevaqueros, ci imbattiamo in Bolonia Beach, una spiaggia con dune enormi, alte anche trenta metri, famosa per il suo fascino selvaggio. Qui si può stare molto tranquilli immersi nella natura e ci sono ampie zone frequentate dai nudisti. Anche El Cañuelo è una spiaggia con un ambiente naturale molto selvaggio, vegetazione spettacolare e acqua cristallina, che può essere raggiunta dal Faro Camarinal. La spiaggia di Los Alemanes si estende da capo La Plata a capo Gracia. Buona parte di questa costa è inserita in aree naturali protette dove nidificano grandi quantità di uccelli.

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Cose da vedere a Tarifa: le rovine di  Baelo Claudia

Lo abbiamo detto all’inizio: tra le cose da vedere a Tarifa ci sono i resti archeologici, in particolare quelli di Baelo Claudia, una città romana, fondata nel III secolo a.C. che ebbe un grande sviluppo economico e urbano tra il II secolo a.C. e il secondo secolo d.C. La base economica per questa fortuna era la pesca, in particolare del tonno, un sistema di pesca introdotto dai Fenici. Questi pesci erano usati per preparare  prodotti ittici salati e la famosa salsa garum, molto amata dai Romani. La ricchezza di traffici fece si che si svilupparono grandi edifici pubblici come il foro, le terme, i templi e il teatro che in parte si possono ancora visitare, proprio accanto alla spiaggia.

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Cose da vedere a Tarifa in Spagna: come arrivare e andare in Marocco

Per arrivare a Tarifa preparatevi ad un lungo viaggio visto che è molto lontana (per capirci Madrid è a oltre 680 km, Barcellona ad oltre 900, Cadice a circa 100). Il modo più semplice è prendere un volo per Malaga e poi percorrere solo i 160 km che separano le due città. Se poi volete cambiare continente nessun problema: da Tarifa partono anche dodici volte al giorno i traghetti per Tangeri, in Marocco che impiegano circa 35 minuti per arrivare in Africa. Se non avete il passaporto sappiate che potete comunque entrare in Marocco con la carta di identità ma controllate bene le condizioni: avrete vincoli pesanti e rischiate di non essere liberi di andare e tornare quando volete. E nella terra del vento e del mare la libertà è tutto.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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