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	<title>Sudafrica Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Sudafrica Archivi - Travelfar</title>
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	<item>
		<title>Isola di Sant&#8217;Elena: dove si trova e cosa vedere sull&#8217;isola di Napoleone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 20:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che esista lo sanno tutti. Perché ognuno di noi ha studiato la poesia “Il cinque maggio” a scuola. E anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>Che esista lo sanno tutti. Perché ognuno di noi ha studiato la poesia “<strong>Il cinque maggio</strong>” a scuola. E anche che sull&#8217;isola di <strong>Sant&#8217;Elena</strong> sia finito esiliato <strong>Napoleone Bonaparte</strong> è un fatto noto. Così come che, appunto, il <strong>5 maggio del 1821</strong>, esattamente due secoli fa, è la data in cui l&#8217;imperatore “<strong>Ei fu</strong>”. Ma dove sia e come sia fatta l&#8217;isola lo sanno in pochi. Perché Sant&#8217;Elena, uno <strong>scoglio di 16 km di larghezza</strong> per 12 di lunghezza nel bel mezzo dell&#8217;<strong>Oceano</strong>, a quasi <strong>2000 km dalla costa della <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-namibia/">Namibia</a></span></strong> e al doppio da <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-rio-de-janeiro/"><strong>Rio</strong></a></span>, è per quasi tutti giusto una reminiscenza da liceo.</p>
<p>Uno di quei <strong>luoghi leggendari</strong> che neppure molte carte riportano. E che per essere raggiunti richiedono molta determinazione e curiosità. Tanto che si potrebbe pensare che sia <strong>l&#8217;isola che non c&#8217;è.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-la-rada-della-capitale-e-le-montagne-di-roccia-bruna.jpg" rel="lightbox[12198]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12213" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-la-rada-della-capitale-e-le-montagne-di-roccia-bruna-1024x565.jpg" alt="isola di Sant'Elena" width="1024" height="565" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-la-rada-della-capitale-e-le-montagne-di-roccia-bruna-1024x565.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-la-rada-della-capitale-e-le-montagne-di-roccia-bruna-300x165.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-la-rada-della-capitale-e-le-montagne-di-roccia-bruna-768x423.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-la-rada-della-capitale-e-le-montagne-di-roccia-bruna.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>L&#8217;isola di Sant&#8217;Elena: territorio inglese in mezzo all&#8217;Atlantico</h2>
<p>Invece l&#8217;<strong>isola di Sant&#8217;Elena esiste.</strong> E resiste: qui regna <strong>Sua Maestà </strong>la regina<strong> Elisabetta,</strong> c&#8217;è un governatore che ne fa le veci e, soprattutto, ci sono meno di <strong>4100 Santi.</strong> Che la gente del posto si chiama proprio così. Una manciata di<strong> coraggiosi</strong> che vivono su questo scoglio dove <strong>non si coltiva</strong> praticamente<strong> nulla</strong> e dove ogni bene deve arrivare, via mare, grazie a due cargo che, ogni mese e mezzo, scaricano <strong>cibo e carburante</strong> stivato in<strong> Sudafrica</strong>. Se per qualche motivo salta una consegna ci si deve accontentare di una dieta più spartana.</p>
<p>Per gli esseri umani, invece, dal <strong>2017</strong> c&#8217;è un <strong>aereo </strong>da meno di <strong>100 posti che</strong>, una volta alla settimana, decolla da <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-johannesburg/"><strong>Johannesburg</strong></a></span> e dopo parecchie ore si posa su un aeroporto graffiato nella roccia e assediato dalle onde. Solo <strong>pochi piloti </strong>al mondo <strong>sono abilitati</strong> ad atterrare qui. Perché la <strong>pista è corta</strong> e i venti dispettosi. Il rischio di non riuscire ad atterrare è concreto. E in quel caso non resta che attendere sette giorni per ritentare.</p>
<p>Sembra una follia? Per chi vive nel ventunesimo secolo forse la è. Ma i Santi vivono un <strong>tempo tutto loro</strong>, scandito da rituali, ritmi e simboli che esistono solo qui. Come la <strong>Sterlina di Sant&#8217;Elena</strong> che non ha valore fuori da questo francobollo di lava e vento. O il <strong>Corriere di Sant&#8217;Elena</strong>. E&#8217; un piccolo uccello che nidifica solo tra i suoi alberi e a cui la gente è molto affezionata. Per dimostrarlo lo hanno scelto come<strong> icona </strong>sulla loro <strong>bandier</strong>a.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-mercato-di-jamestown.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12214" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-mercato-di-jamestown-1024x551.jpg" alt="isola di Sant'Elena" width="1024" height="551" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-mercato-di-jamestown-1024x551.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-mercato-di-jamestown-300x161.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-mercato-di-jamestown-768x413.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-mercato-di-jamestown.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>La strana vita dei Santi</h3>
<p>Ma tutto sull&#8217;isola di Sant&#8217;Elena è diverso. In apparenza molto più complicato. In realtà, visto con gli<strong> occhi dei Santi,</strong> molto semplice. Il <strong>cellulare</strong> esiste da una manciata di anni ma funziona solo per i residenti. <strong>Internet</strong> c&#8217;è, ma viaggia <strong>via satellite</strong>: e quindi è costosissimo. E la velocità non è il suo forte. Persino <strong>la tv</strong> qui è un&#8217;invenzione recente: quando è caduto il <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/muro-di-berlino-oggi/"><strong>Muro di Berlino</strong></a></span>, nel 1989, sull&#8217;isola non esisteva nessun televisore. E le prime immagini sono arrivate solo cinque anni dopo.</p>
<p>Ora, qualcosa si sta muovendo e a breve dovrebbe arrivare un <strong>cavo sottomarino</strong> a collegare l&#8217;isola al resto del mondo, come un sorta di tecnologico cordone ombelicale. Ma ancora fino a poco tempo fa la differenza con <strong>la vita ai tempi di Napoleone</strong> non era, in fondo, così vistosa.<br />
L&#8217;imperatore arrivò qui, dopo più di due mesi di navigazione a bordo della nave <strong>Northumberland</strong>, il <strong>7 agosto del 1815.</strong> All&#8217;epoca non c&#8217;era un porto per sbarcare. Il bello è che non c&#8217;è neppure adesso e per salire e scendere dalle barchette che si avvicinano alla riva si usano delle corde come fossero liane. Col mare mosso il batticuore è assicurato.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-casa-di-napoleone-allesterno.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12204" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-casa-di-napoleone-allesterno-1024x596.jpg" alt="" width="1024" height="596" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-casa-di-napoleone-allesterno-1024x596.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-casa-di-napoleone-allesterno-300x175.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-casa-di-napoleone-allesterno-768x447.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-casa-di-napoleone-allesterno.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>La casa di Napoleone</h4>
<p>Poi il <strong>Corso</strong>, dopo qualche trasloco e un po&#8217; di lavori di adeguamento, si insediò a <strong>Longwood House</strong>, una umile casetta a un piano piazzata su una distesa d&#8217;erba stropicciata dal vento e dalle nebbie dell&#8217;oceano. Per uno abituato al <strong>castello di Malmaison</strong> a <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-parigi/"><strong>Parigi</strong></a></span>, che era stato imperatore e marito di <strong>Maria Luigia</strong>, figlia del <strong>sovrano d&#8217;Austria</strong> e duchessa di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-parma/"><strong>Parma</strong></a></span>, la differenza doveva essere notevole. E pure oggi si coglie, visto che la casa esiste ancora, è un museo, e curiosamente, pur essendo in <strong>terra inglese</strong>, appartiene alla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-francia/"><strong>Francia</strong></a></span>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-sentiero-che-porta-al-luogo-della-sepoltura-di-Napoleone.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12210" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-sentiero-che-porta-al-luogo-della-sepoltura-di-Napoleone-1024x508.jpg" alt="isola di Sant'Elena" width="1024" height="508" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-sentiero-che-porta-al-luogo-della-sepoltura-di-Napoleone-1024x508.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-sentiero-che-porta-al-luogo-della-sepoltura-di-Napoleone-300x149.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-sentiero-che-porta-al-luogo-della-sepoltura-di-Napoleone-768x381.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-sentiero-che-porta-al-luogo-della-sepoltura-di-Napoleone.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Lo stesso accade per <strong>Sane Valley</strong>, il pezzo di terra tra fiori tropicali e palme dove venne <strong>sepolto dopo il 5 maggio</strong>. Di lui resta solo una pietra senza neppure il nome. Che gli inglesi che gli facevano da carcerieri gli rifilarono anche questo ultimo sgarbo. Ora, si sa, <strong>riposa a Parigi</strong>, ma quelle valli sull&#8217;isola di Sant&#8217;Elena accolsero i suoi ultimi sguardi. Lui definì l&#8217;isola “<strong>odioso scoglio”</strong>. Evidentemente, anche per colpa dei suoi carcerieri, non riuscì mai ad apprezzarla. Ma, se è per quello, non sopportò neppure l&#8217;<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-dellisola-delba/"><strong>isola d&#8217;Elba</strong></a></span>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Uno-dei-sentieri-per-il-trekking-sulle-colline.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12207" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Uno-dei-sentieri-per-il-trekking-sulle-colline-1024x580.jpg" alt="isola di Sant'Elena" width="1024" height="580" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Uno-dei-sentieri-per-il-trekking-sulle-colline-1024x580.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Uno-dei-sentieri-per-il-trekking-sulle-colline-300x170.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Uno-dei-sentieri-per-il-trekking-sulle-colline-768x435.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Uno-dei-sentieri-per-il-trekking-sulle-colline.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Ed invece l&#8217;isola ha una sua <strong>aspra bellezza</strong>. In un fazzoletto di terra offre due climi quasi opposti – sulle <strong>Blue Hill</strong> c&#8217;è aria frizzante e nebbia. Dall&#8217;altro lato, vicino alla <strong>capitale Jamestown,</strong> c&#8217;è il sole e i tramonti sono in technicolor. E ancora: l&#8217;interno miscela <strong>scorci tropicali</strong> a scene da <strong>terre alte</strong> di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-scozia/"><strong>Scozia</strong></a></span> con mandrie di angus che ruminano quieti ed è il paradiso di chi voglia dedicarsi a rilassanti<strong> trekking</strong> sulle colline punteggiate di calle.</p>
<h4>Oceano e squali balena</h4>
<p>Meno idilliaca la costa: <strong>non ci sono spiagge</strong> e comodi accessi al mare. La sola<strong> spiaggia è nera</strong> e ogni onda è un boato e uno sganassone d&#8217;acqua. Tuffarsi è materia per temerari. Per mare ci si va quindi con le <strong>barchette dei pescatori</strong> – sono rimasti giusto in cinque e per lo più salpano tonni – che appena oltre la rada sono il giocattolo dei <strong>delfini che scherzano</strong> mentre gli enormi <strong>squali balena</strong>, che arrivano ad ogni inverno, sembrano aspettare pazienti di mettersi in posa con<strong> i sub</strong> che si immergono. La foto con uno di questi giganti è il sogno di ogni appassionato.</p>
<p>Quindi natura, ricordi di Napoleone e profumo d&#8217;oceano. Ma cosa si trova in più sull<strong>&#8216;isola di Sant&#8217;Elena</strong>? La capitale,<strong> Jamestown</strong> è nata in un <strong>canyon</strong> che scivola dalle montagne sino al mare e ricorda, per architettura e placido stile di vita, una delle <strong>Main street</strong> delle città del <strong>vecchio West</strong>. Quasi fosse il <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-del-texas-cosa-vedere-tra-citta-parchi-naturali-rodei-e-montagne/"><strong>Texas</strong></a></span>, ma con l&#8217;oceano al posto della prateria.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Un-albergo-dove-si-celebra-il-culto-di-Napoleone.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12208" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Un-albergo-dove-si-celebra-il-culto-di-Napoleone.jpg" alt="" width="1011" height="579" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Un-albergo-dove-si-celebra-il-culto-di-Napoleone.jpg 1011w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Un-albergo-dove-si-celebra-il-culto-di-Napoleone-300x172.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Un-albergo-dove-si-celebra-il-culto-di-Napoleone-768x440.jpg 768w" sizes="(max-width: 1011px) 100vw, 1011px" /></a></p>
<p>C&#8217;è una strada principale, <strong>casette basse</strong> color pastello,<strong> due alberghi</strong> uno di fronte all&#8217;altro, <strong>due pub</strong> e <strong>tre ristoranti</strong>. Alla sera si cena presto e ben prima di mezzanotte il silenzio è totale. La gente ha lineamenti misti, che sono il frutto di<strong> mille migrazioni</strong> e incontri di <strong>popoli sballottati</strong> in giro per il mondo all&#8217;epoca della <strong>schiavitù</strong> e delle grandi esplorazioni per mare. Ma, estremo paradosso, la gran parte degli abitanti di oggi non ha mai lasciato lo scoglio. Se li si interpella però sull&#8217;isola Sant&#8217;Elena li vedrete illuminarsi, parlarne con amore sincero. E tutti la raccontano come un piccolo loro <strong>paradiso privato</strong>. Certo, la <strong>Brexit</strong> ha tolto risorse e i soldi che arrivavano dall&#8217;Unione europea sono svaniti: questo preoccupa ma non troppo. Che se sei un Santo poche cose ti possono spaventare.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-città-di-Jamestown.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12205" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-città-di-Jamestown.jpg" alt="isola di Sant'Elena" width="1001" height="561" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-città-di-Jamestown.jpg 1001w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-città-di-Jamestown-300x168.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-città-di-Jamestown-768x430.jpg 768w" sizes="(max-width: 1001px) 100vw, 1001px" /></a></p>
<h4>Una vita con il sorriso</h4>
<p>Ecco perché qui si vive con il sorriso: c&#8217;è un<strong> manipolo di poliziotti</strong> ma più che altro controllano la sosta vietata e sfilano in parata con trombe e timpani per santificare le feste. C&#8217;è una <strong>prigione in miniatura</strong> che pare presa da un film di avventura ma ospita giusto chi, sbronzo duro, ha sfidato a cazzotti il vicino di casa.</p>
<p>C&#8217;è anche un <strong>piccolo ospedale</strong> ma per i malanni seri serve un volo che porti in <strong>Sudafrica</strong>. Questo crea problemi anche per i neonati: chi si trova a venire al mondo a <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-johannesburg/"><strong>Johannesburg</strong></a></span> viene registrato solo quando torna sull&#8217;isola ormai “<strong>vecchio</strong>” di qualche giorno. Altrimenti nascerebbe straniero.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-difficile-acceso-al-mare-e-la-spiaggia-vulcanica.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12215" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-difficile-acceso-al-mare-e-la-spiaggia-vulcanica-1024x568.jpg" alt="isola di Sant'Elena" width="1024" height="568" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-difficile-acceso-al-mare-e-la-spiaggia-vulcanica-1024x568.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-difficile-acceso-al-mare-e-la-spiaggia-vulcanica-300x166.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-difficile-acceso-al-mare-e-la-spiaggia-vulcanica-768x426.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Il-difficile-acceso-al-mare-e-la-spiaggia-vulcanica.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Tutto il resto è, semplicemente, lo <strong>stile e l&#8217;anima di Sant&#8217;Elena</strong>. Nel bene e nel male. Le persone si salutano ad ogni incontro, organizzano ingenui eventi per avere una vita sociale e il sabato pomeriggio, spesso, per riempire il tempo, si danno appuntamento in una delle <strong>chiesette in pietra</strong> che ricordano quelle del <strong><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-del-galles/">Galles</a></span></strong> più rurale. Chi sa suonare uno strumento si esibisce, chi sa cantare gorgheggia. Gli altri applaudono e sorridono.</p>
<h4>Napoleone e Jonathan</h4>
<p>Ovviamente da tempo si pensa di far crescere il<strong> turismo</strong>, di invogliare i viaggiatori: ma i Santi sanno che il <strong>mondo è grande</strong> e che per arrivare qui servono soldi e convinzione. Allora vivono l&#8217;oggi e ogni tanto accarezzano l&#8217;ieri. Si spiega così perchè sull&#8217;isola esiste un &#8220;<strong>impersonatore</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;attuale si chiama <strong>Kenickie Andrews</strong> e ha il compito, appunto, di <strong>impersonate Napoleone Bonaparte</strong> in certi eventi. Indossa abiti identici a quelli dell&#8217;imperatore e si atteggia con la mano sul ventre come nei <strong>ritratti di corte</strong>. Spesso però si dimentica di togliere gli occhiali a specchio e invece che un<strong> cavallo guida un suv</strong>. Sulle strade tutte saliscendi dell&#8217;isola, in fondo, è molto più comodo.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-tartaruga-Jonathan.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12209" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-tartaruga-Jonathan.jpg" alt="isola di Sant'Elena" width="812" height="540" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-tartaruga-Jonathan.jpg 812w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-tartaruga-Jonathan-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-La-tartaruga-Jonathan-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 812px) 100vw, 812px" /></a></p>
<p>E parlando di ieri non si può non citare l&#8217;altro mito locale. Si chiama <strong>Jonathan</strong> e ultimamente ha la salute un po&#8217; malferma. Ma viene accudito come un re. Ed è giusto visto che si tratta dell&#8217;animale vivente <strong>più vecchio</strong> al mondo e che <strong>solo per 11 anni</strong> non ha avuto l&#8217;occasione di condividere l&#8217;isola di Sant&#8217;Elena con Bonaparte. Lui non viene dalla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-della-corsica-del-nord/"><strong>Corsica</strong></a></span> bensì dalle <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/isole-seychelles/"><strong>Seychelles</strong></a></span> ed è una <strong>tartaruga gigante</strong> regalata al reggente dell&#8217;isola non si sa bene da chi.</p>
<p>Quest&#8217;anno Jonathan ha celebrato i <strong>189 anni</strong> con un pranzetto a base di insalata e mela nel giardino della <strong>casa del Governatore</strong> dove vive con altri esemplari rispetto a lui ragazzini. Dice chi lo accudisce che ama stare in disparte, distaccato. Può essere che qualcosa dello <strong>spirito dell&#8217;Imperatore</strong> si sia incarnato in lui. Può sembrare una favola: ma nell&#8217;<strong>isola dei Santi,</strong> forse, può succedere anche questo.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Laeroporto-di-SantElena.jpg" rel="lightbox[12198]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12206" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Laeroporto-di-SantElena.jpg" alt="" width="1010" height="536" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Laeroporto-di-SantElena.jpg 1010w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Laeroporto-di-SantElena-300x159.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/isola-di-SantElena.-Laeroporto-di-SantElena-768x408.jpg 768w" sizes="(max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /></a></p>
</div>
<h4>Come arrivare sull&#8217;isola di Sant&#8217;Elena</h4>
<p>Lo abbiamo detto: Sant&#8217;Elena si trova<strong> in mezzo all&#8217;Atlantico</strong> a circa 1900 km dalla costa africana. Storicamente il collegamento era garantito dalla <strong>nave postale di Sua Maestà &#8220;St Helena</strong>&#8221; che in cinque giorni copriva la distanza da<strong> Citta del Capo</strong> in <strong>Sudafrica</strong>. Ora, ci sono ancora cargo per le merci ma i passeggeri possono usare un volo della compagnia <strong>Airlink</strong> che decolla dall&#8217;aeroporto <strong>Tambo International</strong> di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-johannesburg/"><strong>Johannesburg</strong> </a></span>e impiega complessivamente sei ore, con una sosta in <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-namibia/"><strong>Namibia</strong></a></span> per aggiungere carburante. Il volo parte una volta alla settimana, il sabato. In più c&#8217;è un<strong> volo mensile</strong> che da Sant&#8217;Elena raggiunge la ancora più remota di <strong>Ascension</strong>. Per arrivare sull&#8217;isola è necessario disporre di una assicurazione che copra anche eventuali spese di evacuazione. Per maggiori informazioni contattare <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.sthelenatourism.com/"><strong>l&#8217;ufficio turistico</strong></a></span> di <strong>Sant&#8217;Elena</strong>.</p>
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		<title>Cosa vedere a Johannesburg: guida da Soweto al museo dell&#8217;Apartheid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2019 23:38:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Ha un&#8217;anima ferita da decenni di sopraffazione, un passato costruito sulla <strong>ricerca dell&#8217;oro</strong>. Per fortuna c&#8217;è anche una speranza di futuro basata, finalmente, sull&#8217;integrazione. Anche se resta un presente difficile, fatto di quartieri dove la strada è una <strong>jungla  urbana pericolosa</strong> con strade con il<strong> filo spinato</strong>, dove scorre l&#8217;alta tensione. Se non bastasse le guardie scrivono sulle pareti «Qui si spara». Fate attenzione: non è solo un modo di dire.  E dove la lista delle <strong>cose da vedere a Johannesburg</strong> arriva sempre nei motori di ricerca dopo la fatidica domanda: <strong>ma è molto pericolosa</strong>?</div>
<h2 align="justify"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Una-veduta-di-Soweto.jpg" rel="lightbox[10798]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10805" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Una-veduta-di-Soweto-1024x628.jpg" alt="" width="1024" height="628" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Una-veduta-di-Soweto-1024x628.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Una-veduta-di-Soweto-300x184.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Una-veduta-di-Soweto-768x471.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Una-veduta-di-Soweto.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Cosa vedere a Johannesburg: la città nata dalla corsa all&#8217;oro</h2>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">La risposta è purtroppo affermativa. Ma ci sono i motivi. Johannesburg è nata <strong>alla fine del 1880</strong> quando qui si scoprì una vena aurifera. Quella che erano <strong>distese di foresta e pianura incontaminata</strong> divennero così una città e ancora oggi si vedono i segni delle <strong>miniere abbandonate</strong> tra le case. Già questo fa capire come possa essere un luogo sospeso, nato dal desiderio di ricchezza ma dove, al contrario si respira tanta povertà. Un luogo dove per generazioni l&#8217;oro per molti è stato sostituito dal <strong>piombo dei proiettili.</strong></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Le-baracche-di-una-township.jpg" rel="lightbox[10798]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10807 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Le-baracche-di-una-township-1024x613.jpg" alt="vedere a Johannesburg" width="1024" height="613" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Le-baracche-di-una-township-1024x613.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Le-baracche-di-una-township-300x180.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Le-baracche-di-una-township-768x460.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Le-baracche-di-una-township.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Una metropoli sterminata di <strong>oltre cinque milioni di abitanti</strong>, che si estende, in apparenza, all&#8217;infinito con distese di <strong>baracche e chiazze blindate di case di lusso</strong>. Una metropoli con un centro da evitare fatto di palazzi occupati mentre tutto intorno ci sono quartieri che stanno cercando di rinascere. Come, peraltro, accade in tutto il <strong>Sudafrica</strong> che dal <strong>1994 ha cambiato vita</strong>. Ma resta segnato da problemi profondi. Ecco perchè <strong>Jo’burg</strong>, come la chiama la gente di qui, per molti resta giusto un punto di passaggio, molto di più di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-citta-del-capo/"><strong>Città del Capo</strong></a></span>, uno scalo dove lasciare il jet e prendere l&#8217;aereo ad elica con cui raggiungere le piste nei parchi o i resort che regalano suggestioni da esploratore. Oltre all&#8217;<span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/parchi-africani/">incontro con i</a> big five</strong></span>.</div>
<div align="justify"></div>
<h3 align="justify">La difficile situazione del centro</h3>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Eppure ci sono delle cose da vedere a <strong>Johannesbur</strong>g. E, paradosso in ogni altra parte del mondo, non sono quasi mai in centro. Li, tra i grattacieli, si passa solo su auto con i finestrini sempre alzati. E dove la guida ti dice, senza apparente emozione: «Se tu scendessi verresti <strong>immediatamente aggredito</strong>. E nessuno farebbe nulla per proteggerti». Questo perché sei straniero, probabilmente<strong> ricco</strong> e soprattutto <strong>bianc</strong>o. E in questa terra di nessuno, con i palazzi senza elettricità, con le finestre murate e gli squatter che dormono sul marciapiedi essere bianco vuol dire avere un destino segnato. Come risulta fatalmente normale in paese che alla maggioranza nera per troppo tempo ha destinato solo <strong>ghetti, disprezzo e violenza.</strong></div>
<div align="justify"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Il-museo-dellApartheid.jpg" rel="lightbox[10798]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10803" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Il-museo-dellApartheid-1024x589.jpg" alt="" width="1024" height="589" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Il-museo-dellApartheid-1024x589.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Il-museo-dellApartheid-300x172.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Il-museo-dellApartheid-768x441.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Il-museo-dellApartheid.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></div>
<h4 align="justify">Un viaggio nell&#8217;apartheid</h4>
<div align="justify">
<p align="justify">Lo si capisce benissimo andando a visitare il <strong>Museo dell&#8217;apartheid</strong>, nato nel 2001, dove attraverso video, schede, esposizioni di oggetti si sprofonda nella<strong> follia della segregazione.</strong> I visitatori si trovano faccia a faccia con ciò che l&#8217;apartheid ha significato per la maggior parte della popolazione del Sudafrica. E per capirlo all&#8217;ingresso si viene catalogati come <strong>bianchi o non bianchi</strong>. Per provare da subito cosa voleva dire essere cittadini di seconda classe.</p>
<p>Il percorso poi racconta lo sviluppo della coscienza nera, il razzismo degli afrikaners e si sofferma sui momenti di svolta nella storia come i disordini di <strong>Soweto</strong> del 1976 e la drammatica liberazione di <strong>Nelson Mandela</strong> dalla prigione alla fine degli anni &#8217;80. La mostra sulla vita e la carriera politica di <strong>Madiba</strong>, il soprannome affettuoso dato a Mandela, occupa una parte particolarmente toccante del Museo. E il suo sorriso, ancora oggi, scalda il cuore.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-La-casa-di-Mandela.jpg" rel="lightbox[10798]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10809 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-La-casa-di-Mandela-1024x668.jpg" alt="vedere a Johannesburg" width="1024" height="668" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-La-casa-di-Mandela-1024x668.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-La-casa-di-Mandela-300x196.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-La-casa-di-Mandela-768x501.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-La-casa-di-Mandela.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>La casa di Mandela e la strada dei Nobel</h4>
<p>Parlando di Mandela poi, non si può trascurare la visita alla casa dove il <strong>premio Nobel</strong> e paladino dei diritti civili, oltre che presidente del paese, visse con la sua famiglia dal 1946. La <strong>famiglia Mandela</strong>, la seconda moglie, <strong>Winnie</strong> e le due figlie della coppia, continuò ad occupare la casa fino agli anni &#8217;90 ma dopo che Mandela fu liberato dall&#8217;<strong>isola di Robben</strong>, lui non visse più lì. La casa è stata in seguito donata dal presidente al <strong>Soweto Heritage Trus</strong>t e da allora è diventata un&#8217;attrazione che compare in ogni guida dedicata a cosa vedere a Johannesburg così come la strada su cui si trova, la <strong>Vilakazi Stree</strong>t, la sola strada al mondo ad avere ospitato due premi Nobel: Mandela, appunto e l’arcivescovo <strong>Desmond Tut</strong>u.</p>
<h4>Cosa vedere a Johannesburg: ecco il mito Soweto</h4>
<p>L&#8217;<strong>abitazione di quattro stanze</strong>, incredibilmente modesta, è ora una <strong>casa-museo</strong> ed è piena di molte fotografie di famiglia risalenti agli anni &#8217;50, oltre a opere d&#8217;arte, dottorati onorari assegnati e ricordi di questo eroe del suo popolo.</p>
<p>Tra l&#8217;altro questa visita permette di vedere quello che è il quartiere forse più interessante della città: <strong>South Western Townships</strong>. Ovvero, con un acronimo, <strong>Soweto</strong>, un&#8217;area urbana enorme che è stato il <strong>centro della lotta contro l&#8217;apartheid.</strong> Non a caso il suo nome, per anni, è stato il sinonimo di rivolte e sangue. Oggi, è una zona decisamente pacifica e piacevole, abitata da oltre due milioni di persone che vivono in tutti i tipi di case, dalle lussuose dimore alle minuscole baracche.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-I-colori-e-i-luoghi.jpg" rel="lightbox[10798]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10810" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-I-colori-e-i-luoghi-1024x646.jpg" alt="" width="1024" height="646" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-I-colori-e-i-luoghi-1024x646.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-I-colori-e-i-luoghi-300x189.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-I-colori-e-i-luoghi-768x484.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-I-colori-e-i-luoghi.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Il risultato è che oggi <strong>Soweto attira molti turisti</strong> attratti dalla sua ricca storia politica e dalla sua piacevole atmosfera nata dal fondersi di diverse culture e tradizioni. Se in Sudafrica per legge si <strong>parlano ben 11 lingue</strong> è certo che qui le sentirete tutte. Poi, se potete, fate una sosta al memoriale dedicato a <strong>Hector Pieterson</strong>. E&#8217; una delle vittime degli <strong>scontri di Soweto del 1976</strong>, uno dei momenti più dolorosi per la storia del paese e furono tanti i morti come Hector. Ma c&#8217;è un dettaglio: <strong>lui aveva solo 13 anni</strong>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-Maboneng-Precinct.jpg" rel="lightbox[10798]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10811" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-Maboneng-Precinct-1024x624.jpg" alt="" width="1024" height="624" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-Maboneng-Precinct-1024x624.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-Maboneng-Precinct-300x183.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-Maboneng-Precinct-768x468.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Johannesburg.-Maboneng-Precinct.jpg 1040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>L&#8217;altra faccia della città che rinasce</h4>
<p>Per proseguire il viaggio alla scoperta della città si può andare a vedere <strong>l&#8217;altra faccia della Johanesburg</strong> che cambia: ovvero <strong>Maboneng Precinc</strong>t, il quartiere che grazie ad una radicale rigenerazione vuole ridare vita normale ad una città famosa per essere pericolosa e ostile. Qui si trovano<strong> locali e mostre d&#8217;arte,</strong> palazzi recuperati e muri diventati tele per artisti di strada, <strong>giovani eleganti e gente di ogni colore</strong>. Ci sono anche hotel di tendenza e molti spazi dedicati alla creatività. Una scommessa per una città che era simbolo di chiusura e che vuole aprirsi. E provare a pensare che l&#8217;età dell&#8217;oro non per forza è solo quella del passato.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Constitution-Hill.jpg" rel="lightbox[10798]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10806" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Constitution-Hill-1024x605.jpg" alt="" width="1024" height="605" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Constitution-Hill-1024x605.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Constitution-Hill-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Constitution-Hill-768x454.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Johannesburg.-Constitution-Hill.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Le celle di Mandela e del Mahtma</h4>
<p>Un viaggio a Johannesburg non può che concludersi a <strong>Constitution Hill</strong>, un monumento ricavato nello spazio dove si trovava un forte militare e un carcere. Altro simbolo degli <strong>anni più turbolenti della storia del Sudafrica</strong>. Nei 100 anni di esistenza di Constitution Hill, ha visto reclusi alcuni dei personaggi più importanti della storia recente per quanto riguarda i diritti civili. Bastano due nomi per tutti: <strong>Nelson Mandela</strong> e il <strong>Mahatma Gandhi.</strong></p>
<p>Oggi si può ancora visitare<strong> l&#8217;Old Fort</strong> dove venivano ammassati i maschi bianchi durante gli anni dell&#8217;apartheid ma anche la <strong>prigione femminile</strong> che ha visto detenute sia bianche sia nere. Unite dalle terribili condizioni di detenzione come raccontano i disegni di <strong>Fatima Meer</strong> alcuni dei quali sono esposti ancora oggi nella <strong>Constitution Hall</strong>. Poi c&#8217;è una parte, quella che era più sovraffollata, dove stavano i prigionieri neri. Sulle porte ci sono ancora drammatici graffiti, cicatrici silenziosi e senza tempo di prigionieri senza</p>
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		<title>Parchi africani più belli: i migliori safari tra Tanzania e Sudafrica</title>
		<link>https://www.travelfar.it/parchi-africani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2018 21:12:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Africa è il paradiso della natura selvaggia. E&#8217; inutile negarlo: se si vuole assistere ai più emozionanti spettacoli offerti dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Africa è il <strong>paradiso della natura selvaggia</strong>. E&#8217; inutile negarlo: se si vuole assistere ai più emozionanti spettacoli offerti dalla fauna selvatica è qui che si deve venire. I parchi africani più belli permettono infatti di tuffarsi nel ciclo della vita ammirando magnifici teatri della natura. E questo da nord a sud del continente. Tra <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-in-kenya/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Kenya</strong></a></span> e <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-tanzania/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Tanzania</strong></a></span> si possono vedere le <strong>mandrie della Grande Migrazione</strong> sciamare tra le pianure del <strong>Masai Mara</strong> e del <strong>Serengeti</strong>. Oppure si può provare la meraviglia che regalano gli elefanti che pascolano all’<strong>ombra del Kilimangiaro</strong> o restare senza fiato trovandosi faccia a faccia con un gorilla argentato nel <a href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-ruanda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="color: #008000;">Parco Nazionale dei Vulcani</span></strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">I parchi africani per fortuna ora sono molti e, sia pure con fatica, proteggono i famosi &#8220;<strong>Big Five</strong>&#8220;:<strong> leoni, leopardi, elefanti, bufali e rinoceronti</strong>, oltre a un&#8217;incredibile varietà di altri animali. Giri in mongolfiera, safari in jeep e safari a piedi offrono avventure uniche per osservare la natura. Dal <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-in-kenya/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Kenya</strong></a></span> e dalla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-tanzania/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Tanzania</strong></a></span>, fino alla<span style="color: #008000;"> <a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-in-namibia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Namibia</strong></a></span>, al <strong>Sud Africa</strong> e al <strong>Botswana</strong>, un safari nei migliori parchi africani è un&#8217;esperienza indimenticabile che vi resterà dentro per sempre.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-le-migrazioni-degli-erbivori.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8433" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-le-migrazioni-degli-erbivori-1024x374.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="374" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-le-migrazioni-degli-erbivori-1024x374.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-le-migrazioni-degli-erbivori-300x109.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-le-migrazioni-degli-erbivori-768x280.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-le-migrazioni-degli-erbivori.jpg 1050w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">I parchi africani: il Serengeti in Tanzania</h2>
<p style="text-align: left;">Il <strong>Serengeti,</strong> in <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-tanzania/"><strong>Tanzania</strong></a></span>,  è probabilmente una delle aree di natura protetta più famose dell&#8217;Africa. È un sito Patrimonio mondiale dell&#8217;<strong>UNESCO</strong> e molti lo considerano la <strong>settima meraviglia del mondo</strong>. Qui vive un numero altissimo di specie e il <strong>Serengeti National Park</strong> ha proprio lo scopo di preservare questa straordinaria biodiversità. Ma il punto di forza, quello che lo pone ai primi posti tra i parchi africani, è la grande migrazione. Quella per cui <strong>milioni di gnu e zebre e altri erbivori</strong> si spostano secondo un percorso basato sulle stagioni che si ripete da millenni.  Molti dei famosi &#8220;<strong>Big Five</strong>&#8221; vivono  all&#8217;interno dei confini del parco, e i visitatori hanno la possibilità di assistere alle battaglie tra i predatori e le loro prede, soprattutto durante la <strong>stagione secca da giugno a ottobre</strong>. Gli amanti del birdwatching possono avvistare alcune delle oltre 500 specie di uccelli che nidificano qui.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-un-ippopotamo-nel-Chobe-National-Park.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8434" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-un-ippopotamo-nel-Chobe-National-Park-1024x505.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="505" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-un-ippopotamo-nel-Chobe-National-Park-1024x505.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-un-ippopotamo-nel-Chobe-National-Park-300x148.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-un-ippopotamo-nel-Chobe-National-Park-768x378.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-un-ippopotamo-nel-Chobe-National-Park.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>I parchi da vedere: in Botswana</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro viaggio tra i più affascinanti parchi africani puntiamo ora verso sud. La meta da raggiungere è  il <strong>Botswana</strong>, per la precisione il <strong>Chobe National Park</strong>. Si tratta di una area protetta di enorme interesse naturalistico perché vanta la <strong>più alta concentrazione di elefanti</strong> del pianeta e un&#8217;invidiabile diversità di fauna selvatica. Questo è un motivo sufficiente per visitare il primo parco nazionale del Botswana, ma è anche una fantastica opzione per i viaggiatori che preferiscono vivere l’esperienza di <strong>safari vissuti per buona parte in autonomia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bellissimo fiume <strong>Chobe</strong> scorre lungo il confine settentrionale del parco e le fertili acque del <strong>Delta dell&#8217;Okavango</strong> si espandono a sud, attirando l&#8217;abbondante fauna selvatica. Chobe ospita i &#8220;<strong>Big Five</strong>&#8221; dell&#8217;Africa. Lungo le  rive del fiume grandi branchi di<strong> elefanti, antilopi e bufali</strong> si riuniscono per dissetarsi e per pascolare placidamente. Mentre la regione del <strong>Savuti Marsh</strong> è nota per i frequenti avvistamenti di predatori in caccia nella savana. Le sistemazioni spaziano dai <strong>semplici campeggi ai lodge di lusso</strong> e si può anche fare una crociera lungo il fiume Chobe in una casa galleggiante.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchia-fricani-un-leone-alla-pozza-per-dissetarsi.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8441" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchia-fricani-un-leone-alla-pozza-per-dissetarsi-1024x487.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="487" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchia-fricani-un-leone-alla-pozza-per-dissetarsi-1024x487.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchia-fricani-un-leone-alla-pozza-per-dissetarsi-300x143.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchia-fricani-un-leone-alla-pozza-per-dissetarsi-768x365.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchia-fricani-un-leone-alla-pozza-per-dissetarsi.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma non finisce qui: la porta d&#8217;ingresso a nord-est del parco si trova a meno di 100 chilometri dalle spettacolari <strong>cascate Vittoria</strong>, al confine con lo <strong>Zimbabwe</strong>, e questo ciclopico salto d’acqua costituisce già di per una fantastica destinazione per un viaggio. Dopo essersi riempiti gli occhi con ciò che regala un safari. Il <strong>Botswana</strong>, va sottolineato, pratica un approccio a <strong>bassa densità di turismo</strong>, che limita il numero di visitatori ammessi nei parchi e aiuta a preservare questi ecosistemi unici.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-animali-si-abbeverano-al-parco-etosha.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8438" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-animali-si-abbeverano-al-parco-etosha-1024x355.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="355" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-animali-si-abbeverano-al-parco-etosha-1024x355.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-animali-si-abbeverano-al-parco-etosha-300x104.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-animali-si-abbeverano-al-parco-etosha-768x267.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-animali-si-abbeverano-al-parco-etosha.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">I parchi africani da visitare: il Parco di Etosha</h4>
<p style="text-align: justify;">Al centro della grande estensione della <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-in-namibia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Namibia</strong></a> </span>nordoccidentale, l&#8217;<strong>Etosha National Park</strong> è diventata una riserva di caccia a partire dal 1907 per salvaguardare quei grandi animali selvatici, come elefanti e leoni, che si stavano velocemente avviando verso l’estinzione.<br />
Con la sua superficie di 22.750 chilometri quadrati oggi il parco occupa una sterminata pianura con al centro una zona di <strong>laghi salati</strong>. E il colore chiaro delle distese pianeggianti ha dato il nome al parco stesso che nella lingua locale significa, appunto, &#8220;<strong>luogo bianco&#8221;</strong>. Alle sue estremità esterne, la terra riarsa della piana lascia il posto a <strong>vaste praterie e arbusti</strong> attraverso cui si muovo più di <strong>150 specie di mammiferi </strong>tra cui<strong> leoni, zebre, sciacalli, antilopi, iene, elefanti e ghepardi</strong>, oltre a molti bellissimi uccelli &#8211; <strong>i fenicotteri</strong> scendono nelle saline in un tripudio di piume rosa dopo le piogge più intense.</p>
<p style="text-align: justify;">Il parco ospita anche specie in via di estinzione e relativamente rare come il <strong>rinoceronte nero</strong>, l&#8217;orice e l&#8217;impala dalla faccia nera. Lo spettacolo delle mandrie e l’emozione dei safari è migliore durante la<strong> stagione secca da giugno a novembre</strong>, quando gli animali si riuniscono nelle poche pozze d&#8217;acqua restanti per dissetarsi. Etosha offre la possibilità di vivere <strong>safari in solitaria</strong> e altri accompagnati dalle guide me in entrambi i casi ricordate di <strong>prenotare per tempo</strong>: gli spazi per dormire non sono molti. E in alta stagione si esauriscono presto.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-nella-savana.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8435" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-nella-savana-1024x384.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="384" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-nella-savana-1024x384.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-nella-savana-300x113.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-nella-savana-768x288.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-nella-savana.jpg 1050w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">I parchi africani: il famoso Kruger National Park in Sudafrica</h4>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Kruger</strong> in <strong>Sudafrica</strong> è stato <strong>fondato nel 1898</strong> ed e uno dei <strong>più antichi parchi africani</strong> oltre ad essere uno dei più grandi. Si estende infatti su quasi due milioni di ettari e offre un&#8217;esperienza di osservazione della fauna selvatica incredibile, soprattutto per coloro che sono alla ricerca di un safari da vivere in autonomia, <strong>viaggiando con la propria auto</strong> nelle grandi distese erbose. I <strong>Big Five</strong> vivono numerosi all&#8217;interno dei suoi confini oltre a un&#8217;incredibile varietà di altri animali selvatici tra cui, in particolare, <strong>giraffe, zebre, ippopotami, ghepardi</strong> e oltre <strong>500 specie di uccelli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle migliori caratteristiche di questo famoso parco è l&#8217;abbondanza di <strong>alloggi di vario genere</strong>, dalle spartane aree di sosta ai campi tendati ai resort di lusso. Ovviamente dormire nel parco costa un po&#8217; di più che dormire all’esterno ma le emozioni sono decisamente maggiori. E le possibilità di incontri aumenta. Il paesaggio spazia da <strong>fitte foreste a vaste praterie</strong> e zone verdi intorno a pozze e fiumi ma il parco ospita anche <strong>pitture rupestri dei boscimani</strong> e siti archeologici.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-delle-giraffe-al-Kruger-National-Park.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8442" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-delle-giraffe-al-Kruger-National-Park-1024x448.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="448" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-delle-giraffe-al-Kruger-National-Park-1024x448.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-delle-giraffe-al-Kruger-National-Park-300x131.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-delle-giraffe-al-Kruger-National-Park-768x336.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/i-parchi-africani-delle-giraffe-al-Kruger-National-Park.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">I parchi africani: il tesoro dello Zambia</h4>
<p style="text-align: justify;">Nella parte orientale dello <a href="https://www.travelfar.it/guida-dello-zambia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="color: #008000;">Zambia</span></strong></a>, il <strong>South Luangwa National Park</strong> è la patria di una delle più fitte popolazioni africane di fauna selvatica. Il fiume <strong>Luangwa</strong>, uno dei sistemi fluviali più intatti dell&#8217;Africa, alimenta questo bellissimo parco nazionale, che comprende oltre <strong>9mila chilometri quadrati di territorio</strong> ed è il più popolare dei <strong>tre parchi nazionali</strong> nella vasta valle del fiume Luangwa. Il parco è famoso per il gran numero di <strong>leopardi, leoni, giraffe, bufali ed elefanti</strong>, nonché per la presenza di molti ippopotami e coccodrilli, che sguazzano nelle pozze e nel fiume. È interessante notare che South Luangwa National Park è l&#8217;unico posto al mondo in cui i leoni sono noti per uccidere ippopotami. Anche gli appassionati di uccelli avranno molte sorprese con <strong>oltre 400 specie diverse</strong> da vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il panorama di questa terra cambia moltissimo con il passare delle <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-nello-zambia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>stagioni</strong></a></span>. Il <strong>periodo delle piogge</strong> (da novembre a marzo), e conosciuto come la &#8220;stagione degli smeraldi&#8221;, percheé porta una crescita rigogliosa di piante e vegetali mentre <strong>in inverno</strong> i paesaggi si tingono di tutte le sfumature dell’oro, dell’ocra e del marrone. I <strong>safari più emozionanti</strong> si vivono di solito nei mesi  secchi (da <strong>aprile a ottobre</strong>), quando gli animali si riuniscono presso le sorgenti e le pozze d&#8217;acqua. Il  South Luangwa è anche conosciuto tra i parchi africani come uno dei più amati tra coloro che vogliono vivere l’esperienza di un <strong>safari a piedi.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-lake-nakuru-national-park.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8440" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-lake-nakuru-national-park-1024x527.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="527" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-lake-nakuru-national-park-1024x527.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-lake-nakuru-national-park-300x154.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-lake-nakuru-national-park-768x395.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-lake-nakuru-national-park.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">I parchi africani: il lago Nakuru National Park in Kenya</h4>
<p style="text-align: justify;">Considerato il <strong>paradiso del birdwatching</strong>, il <strong>Lake Nakuru National Park, in <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-in-kenya/">Kenya</a></span>,</strong> e l’ecosistema di un particolare tipo di alghe che attira ogni anno enormi quantità di <strong>fenicotteri rosa</strong> che appunto si nutrono nel lago Nakuru. A volte queste distese di fenicotteri arrivano a numeri immensi, anche di <strong>un milione di esemplari</strong>. Ed e un mare di piume rosa. Ma non solo. Il parco ospita anche molti esemplari di <strong>rinoceronti bianchi, babbuini, facoceri, ghepardi, giraffe e tanti erbivori</strong>. Fondato solo una cinquantina di anni fa, il parco è stato recentemente ampliato per dare nuovi spazi e ulteriore protezione al <strong>rarissimo rinoceronte nero</strong> purtroppo in via di estinzione.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-dello-Tsavo.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8445" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-dello-Tsavo-1024x393.jpg" alt="parchi africani " width="1024" height="393" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-dello-Tsavo-1024x393.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-dello-Tsavo-300x115.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-dello-Tsavo-768x295.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-gli-elefanti-dello-Tsavo.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">I parchi africani: lo Tsavo in Kenya</h4>
<p style="text-align: justify;">Formato da tre zone, lo <strong>Tsavo West, Tsavo East e Chyulu Hills National Park</strong>, questo è il più grande parco del <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-in-kenya/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Kenya</strong></a> </span>e ospita una grande massa di animali tra cui molti elefanti. La parte di <strong>Tsavo West</strong> è probabilmente la più celebre visto che ospita il santuario dei rarissimi rinoceronti neri di <strong>Ngulia Rhino</strong> – in pochi anni il loro numero azzerato dal bracconaggio e passato da tre a qualche decina &#8211; e la zona di <strong>Mzima Springs</strong> con la fitta presenza di coccodrilli e ippopotami. <strong>Chaimu Crater</strong> è invece un ottimo posto per vedere <strong>rapaci</strong> e anche se il fitto fogliame, specialmente nelle zone settentrionali del parco, rende la fauna più difficile da individuare, i paesaggi lussureggianti riempiono sempre di meraviglia.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-tramonto-e-gli-animali.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8443" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-tramonto-e-gli-animali-1024x568.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="568" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-tramonto-e-gli-animali-1024x568.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-tramonto-e-gli-animali-300x167.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-tramonto-e-gli-animali-768x426.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-il-tramonto-e-gli-animali.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>Tsavo Est</strong>, a metà strada tra <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-a-nairobi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nairobi</strong></a> </span>e <strong>Mombasa</strong>, è molto più arido del suo “fratello” occidentale e qui si trovano<strong> grandi mandrie di elefanti</strong> che si spostano sullo sfondo dei baobab. La caratteristica di questa zona di protezione e data dalla varietà del paesaggio che spazia dalle pianure verdi intorno al <strong>fiume Galana</strong> alle colate di lava dell’<strong>altopiano di Yatta</strong> scendendo dal quale si possono incontrare rinoceronti e leoni. Il <strong>Parco Nazionale di Chyulu Hills</strong> e formato da verdi colline, grotte e coni vulcanici ed e uno dei posti migliori per ammirare lo spettacolo del <strong>Kilimangiaro</strong> al tramonto. E sentirsi un po&#8217; come <strong>Hemingway</strong>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-i-gorilla-di-montagna-in-Ruanda.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8436" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-i-gorilla-di-montagna-in-Ruanda-1024x454.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="454" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-i-gorilla-di-montagna-in-Ruanda-1024x454.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-i-gorilla-di-montagna-in-Ruanda-300x133.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-i-gorilla-di-montagna-in-Ruanda-768x340.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-i-gorilla-di-montagna-in-Ruanda.jpg 1036w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Il parco dei Vulcani e dei gorilla</h4>
<p style="text-align: justify;">Continuiamo ad esplorare il continente nero? Allora partiamo per il<span style="color: #008000;"> <a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-ruanda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ruanda</strong></a></span> dove si trova il <strong>Parco Nazionale dei Vulcani</strong> uno dei pochi posti al mondo dove e possibile trovarsi faccia a faccia con <strong>i gorilla di montagna</strong>, una delle specie più a rischio. Nel 1967, è qui che <strong>Dian Fossey</strong>, la famosa zoologa americana, ha fondato il <strong>Centro di ricerca Karisoke</strong> e ha proseguito la sua appassionata campagna di conservazione dei gorilla. Oltre ai gorilla di montagna, il parco è un santuario per<strong> iene maculate, bufali, scimmie dorate, elefanti. </strong>Oltre 170 specie di uccelli. Molti viaggiatori vengono anche qui per scalare i vulcani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il parco si trova a circa due ore di auto dalla <strong>capitale del Ruanda</strong>, <strong>Kigali</strong> ma confina anche con il parco <strong>Parco Nazionale Virunga</strong>, nella <strong>Repubblica Democratica del Congo</strong>, un altro dei santuari della difesa dei gorilla. Qui si trovano foreste pluviali, vulcani, montagne, savane, paludi. E dalla cima del <strong>vulcano Nyiragongo</strong>, è possibile vedere il più grande lago vulcanico del mondo. Oltre a gorilla di montagna qui si proteggono anche i <strong>gorilla di pianura</strong> e gli scimpanzé: su di loro vigila una agguerrita <strong>brigata di guardie</strong> che lottano ogni giorno con i bracconieri.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-un-rinoceronte-nel-Ngorogoro.jpg" rel="lightbox[8420]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-8437" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-un-rinoceronte-nel-Ngorogoro-1024x456.jpg" alt="parchi africani" width="1024" height="456" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-un-rinoceronte-nel-Ngorogoro-1024x456.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-un-rinoceronte-nel-Ngorogoro-300x133.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-un-rinoceronte-nel-Ngorogoro-768x342.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-africani-un-rinoceronte-nel-Ngorogoro.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>I parchi africani: il grande cratere</h4>
<p style="text-align: justify;">Concludiamo il nostro viaggio tra i parchi africani citando quello che per molti e il paradiso della natura anche se molti cominciano a sospettare che questa parco, <strong>patrimonio dell’Unesco</strong> sia un modello da ripensare. Precedentemente parte del <strong>Parco Nazionale del Serengeti,</strong> l&#8217;<strong>area di conservazione di Ngorongoro </strong>in<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-tanzania/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> Tanzania</strong></a></span> comprende tre magnifici crateri vulcanici nonché il leggendario sito archeologico della <strong>gola di Olduvai. O</strong>ltre a <strong>8.300 chilometri quadrati di savana</strong>, fitta foresta e cespuglio africano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre allo spettacolare scenario vulcanico, questo parco protegge una delle popolazioni africane più fitte di leoni. Nonché  di <strong>rinoceronti neri, bufali, leopardi, sciacalli, ghepardi e oltre 500 specie di uccelli</strong>. Essendo parte dell&#8217;ecosistema del <strong>Serengeti,</strong> l&#8217;area ospita anche la <strong>Grande Migrazione</strong>, dove milioni di erbivori si spostano ogni anno tra dicembre e giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto bene quindi? Non proprio. Mettere insieme  le esigenze di tutela, di sviluppo del turismo e la difesa delle <strong>popolazioni Masai</strong> che qui da sempre pascolano le loro mandrie non è facile. Da tempo le autorità stanno attuando una politica di <strong>sradicamento dei Masai</strong> e per molti questo e il segno di un progetto che pur attento alle specie animali selvagge non è eticamente corretto. E per chi viene a cercare i più bei <strong>parchi dell’Africa</strong> nel nome della natura questo può essere uno spunto su cui vale la pena di riflettere.</p>
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		<title>Guida di Città del Capo, la metropoli tra vigneti e spiagge</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-di-citta-del-capo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 10:56:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Città del Capo è una città che ha tutto. E lo sa. Se si desiderano infatti spiagge infinite di sabbia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Città del Capo è una città che ha tutto. E lo sa. Se si desiderano infatti <strong>spiagge</strong> infinite di sabbia, <strong>vigneti</strong>, ristoranti gourmet o scorci di magnifica natura ancora assai poco contaminata a <strong>Città del Capo</strong> si possono trovare. Anche per questo la città più antica del <strong>Sud Africa</strong> rappresenta una meta da scoprire e per la quale la gente del posto va giustamente fiera. E se seguirete i consigli della guida di Città del Capo e salirete sulla vetta della <strong>Table Mountain</strong> al tramonto, con lo sguardo che sembra arrivare all&#8217;infinito e, magari, in mano un calice di <strong>chardonnay</strong> locale, capirete questo orgoglio. E se poi camminerete in giro per la città scoprendo senza troppa fatica mercati di <strong>artigianato</strong> africano, <strong>gallerie d&#8217;arte</strong> indipendenti, musei interessanti e alcuni dei migliori ristoranti del continente allora alzerete il calice. E renderete omaggio a Città del Capo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-città-di-notte.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4848" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-città-di-notte-1024x454.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="454" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-città-di-notte-1024x454.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-città-di-notte-300x133.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-città-di-notte.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Guida di Città del Capo: la città madre</h2>
<p style="text-align: justify;">Posta al centro di un&#8217;ampia baia circondata da spiagge per alcuni tratti ancora piacevolmente selvagge, con la maestosa <strong>Table Mountain</strong> come sfondo, <strong>Città del Capo</strong> è davvero una bellissima città. Ma ricopre anche un ruolo importante. Affettuosamente chiamata la &#8220;<strong>Città Madre</strong>&#8220;, è il centro principale della provincia di Western Cape e ospita la sede del parlamento sudafricano. La penisola su cui si trova, appunto l&#8217;omonima <strong>Penisola del Capo,</strong> è stata abitata dal popolo nomade del <strong>Khoi</strong> per almeno 30.000 anni, fino all&#8217;arrivo dei primi coloni olandesi. Guidati da<strong> Jan van Riebeek</strong>, questi marinai della <strong>Dutch East India Company</strong> colonizzarono il sito su cui si trova la città moderna il 6 aprile 1652 anche se come ricorda ogni guida di Città del Capo la penisola venne scoperta nel 1488 dall&#8217;esploratore portoghese <strong>Bartolomeu Díaz</strong>, che la battezzò con il nome di Capo delle tempeste. Sembrava un appellativo destinato a portare cattiva fortuna e per questo il re portoghese <strong>Giovanni II</strong> preferì cambiare il nome in quello attuale, ovvero <strong>Capo di Buona Speranza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-case-colorate-di-Bo-Kaap.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4849" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-case-colorate-di-Bo-Kaap-1024x680.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-case-colorate-di-Bo-Kaap-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-case-colorate-di-Bo-Kaap-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-case-colorate-di-Bo-Kaap.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1795, il territorio del Capo divenne una <strong>colonia britannica</strong> e i suoi confini si ampliarono mentre la città iniziò ad essere quella che sarebbe stata per secoli: ovvero uno scalo per <strong>coloni europei</strong> in cerca di fortuna, commercianti ma anche rifugiati religiosi. Senza dimenticare schiavi indiani, braccia importate dal <strong>Madagascar</strong> e dal <strong>Sud-Est asiatico.</strong> Tutte queste persone mescolate insieme, senza dimenticare le tribù indigene di <strong>Khoi</strong> e <strong>Xhosa</strong>, si fusero con il tempo dando vita a quel <strong>melting pot</strong> di culture, religioni, stili e sapori che oggi conosciamo. Ancora oggi, gli lavoratori provenienti da altri paesi africani come il <strong>Malawi</strong>, lo <strong>Zimbabwe</strong>, <strong>Etiopia</strong> e <strong>Nigeria</strong> continuano ad affluire a Città del Capo e questo flusso si aggiunge a quello dei tanti turisti che la visitano ogni anno. Forse anche per questo la città ha la reputazione di essere la meno xenofoba e più tollerante di tutto il<strong> Sud Africa</strong> e la gente si dice fiera anche dello stile di vita rilassato e piuttosto allegro almeno se paragonato con quello di altre città più difficili del Sud Africa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-il-centro-della-città.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4850" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-il-centro-della-città-1024x576.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-il-centro-della-città-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-il-centro-della-città-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-il-centro-della-città.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Guida di Città del Capo: tante lingue e tante culture</h3>
<p style="text-align: justify;">La nostra guida di <strong>Città del Capo</strong> ricorda che questa mescolanza positiva ha prodotto altri risultati interessanti, soprattutto per noi che arriviamo da lontano: per le strade della città si parla una varietà di lingue diverse e intorno si può trovare una quantità di occasioni per lo <strong>shopping</strong>: dalle bancarelle di artigianato a quelle che offrono cibo cotto e crudo, ma anche centri commerciali in perfetto stile americano vicino a boutique eleganti che potrebbero trovarsi in una qualunque capitale europea, gallerie d&#8217;arte, <strong>alberghi di lusso</strong> e ostelli per giovani con lo zaino in spalla senza dimenticare le vetrine delle onnipresenti e invadenti catene globali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay..jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4854" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay.-1024x661.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="661" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay.-1024x661.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay.-300x194.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay..jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Durante l&#8217;estate poi, è difficile passeggiare senza incappare nelle <strong>troupe</strong> armate di telecamere – impegnate a girare<strong> film</strong>, video musicali o spot pubblicitari &#8211; attirate fino a qui da un costo della vita ancora favorevole, dalla disponibilità di luoghi esotici facili da raggiungere ed eccellenti infrastrutture. Ma anche dalla disponibilità apparentemente infinita di splendidi modelli da usare come soggetti delle riprese.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay-Street.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4851" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay-Street-1024x680.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay-Street-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay-Street-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Camps-Bay-Street.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Città del Capo: le zone e i  quartieri</h4>
<p style="text-align: justify;">Con quasi <strong>quattro milioni di abitanti,</strong> Città del Capo è una  vera metropoli con una  superficie molto estesa. I suoi<strong> quartieri</strong>, raggruppati in sei grandi aree, variano moltissimo l’uno dall’altro e in alcuni casi sono decisamente da evitare.  Lo si capisce già arrivando dall&#8217;aeroporto quando si passa accanto a grandi baraccopoli dove è molto meglio non addentrarsi. D&#8217;altra parte è noto che il Sud Africa è un paese dove i tassi di <strong>criminalità</strong> sono molto alti e i <strong>reati violenti</strong> diffusi.  Questo non dove però spingerci a evitare il paese che è splendido. Solo spronarci ad una sana cautela basata sul buon senso. Città del Capo, poi, è considerata la meno pericolosa delle grandi città sudafricane. Mentre <strong>Johannesburg </strong>e anche a<span style="color: #008000;"><strong> <a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-della-citta-di-durban-in-sudafrica/" target="_blank">Durban</a></strong></span> la situazione è decisamente più difficile. Occorre ricordare comunque che  i crimini violenti sono per lo più concentrati nelle zone povere, le cosiddette <strong>township</strong>, e nei quartieri abitati prevalentemente dalla popolazione di colore. Tuttavia furti e rapine possono verificarsi ovunque.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-strade-del-centro.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4852" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-strade-del-centro-1024x576.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-strade-del-centro-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-strade-del-centro-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-strade-del-centro.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra guida di Città del capo parte da <strong>City Bowl</strong> che è una zona vicina alle spiagge dove si gode di una bella vista e si trovano ottimi locali. Qui si può scegliere uno dei tanti alberghi sulla zona collinare di <strong>Oranjezicht</strong> e  <strong>Higgovale</strong> che hanno pure splendide viste sulla città e sul porto. <strong>Bo-Kaap</strong>,  sulle pendici del <strong>Signal Hill</strong>, questo vivace sobborgo di case storiche dipinte in un arcobaleno di  colori pastello è storicamente una delle parti più interessanti di Città del Capo. E&#8217; una delle zona dove sperimentare il melting pot di Città del Capo e anche una zona dove scatenarsi a fare fotografie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-spiaggia.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4853" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-spiaggia-1024x544.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="544" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-spiaggia-1024x544.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-spiaggia-300x159.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-Table-Mountain-e-la-spiaggia.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Atlantic Seaboard</strong> racchiude l&#8217;area più centrale e turistica della città ed è anche la più sicura. E&#8217; formata da diversi quartieri come <strong>Waterfront,  Bantry Bay, Clifton, Green Point</strong> dove si può in genere camminare anche la sera e dove si è sempre vicini al mare. Questi sono quartieri nati sul<strong> lungomare</strong>, noti per essere ben organizzati e per essere sicuri anche la sera. Waterfront è quello più alla moda dove si trovano molti ristoranti di buon livello, negozi eleganti, centri commerciali.  <strong>Green Point</strong> è invece più residenziale e proseguendo occorre fare più attenzione. Insomma, scegliete qui la vostra base se volete fare la bella vita e godervi anche le spiagge. Ma ricordate che questo è <strong>oceano</strong>: e l&#8217;acqua è fredda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-spiagge.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4855" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-spiagge-1024x503.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="503" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-spiagge-1024x503.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-spiagge-300x147.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-le-spiagge.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sempre intorno a <strong>Atlantic Seabord</strong>  si trova  la zona dove   la <strong>Table Mountain</strong> scende ripida nell&#8217;oceano, creando uno splendido contesto naturale dove si trovano <strong>Bantry Bay, Clifton, Camps Bay, Bakoven</strong>. Qui le  spiagge sono molto belle e c&#8217;è una ampia scelta di <strong>ristoranti</strong> e locali. E in più si godono tramonti bellissimi.  A sud per concludere questa parte della nostra guida di Città del Capo c&#8217;è il quartiere di <strong>Constantia</strong>. Si trova a circa venti minuti dalla città ed è una delle zone preferite dai ricchi della città. Lo si nota per la presenza di vecchie case circondate da querce secolari  sullo sfondo dei vigneti. Qui la privacy e l&#8217;eleganza sono garantite.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-vigneti-vicino-a-Constantia.jpg" rel="lightbox[4794]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4856" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-vigneti-vicino-a-Constantia-1024x680.jpg" alt="guida di Città del Capo" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-vigneti-vicino-a-Constantia-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-vigneti-vicino-a-Constantia-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Città-del-Capo-vigneti-vicino-a-Constantia.jpg 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Città del Capo: quando andare</h4>
<p style="text-align: justify;">Molti visitatori ritengono che il <strong>periodo migliore</strong> per visitare <strong>Città del Capo</strong> sia durante i <strong>mesi estivi</strong> (ovvero da dicembre a febbraio), anche se questa zona può essere piacevole  durante tutto l&#8217;anno. Le giornate estive sono lunghe e calde e le notti sono miti, ma in questa stagione preparatevi a essere circondati da masse di turisti. E ogni tanto ad essere colpiti dal vento che arriva da sud-est. La <strong>primavera</strong> (da settembre a novembre) regala lo spettacolo della fioritura, mentre in autunno è facile incappare nella nebbia. <strong>L&#8217;inverno</strong> (da giugno ad agosto) è molto più tranquillo ed è il periodo migliore per vedere  delfini e <strong>balene</strong> che nuotano nelle piccole baie lungo la  costa.</p>
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		<title>Guida della città di Durban in Sudafrica</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-della-citta-di-durban-in-sudafrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2016 17:39:55 +0000</pubDate>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.travelfar.it/?p=2583</guid>

					<description><![CDATA[<p>Durban è un cocktail, colorato e spumeggiante. Da assaporare in spiaggia tra surfisti e gente di colori diversi, tra bar [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Durban</strong> è un cocktail, colorato e spumeggiante. Da assaporare in spiaggia tra surfisti e gente di colori diversi, tra bar modaioli e palazzi art decò. Un cocktail che forse può anche dare un po’ alla testa. Ma da cui è piacevole farsi prendere e portare via. Posta sulla costa <strong>dell&#8217;Oceano Indiano</strong>, a 350 miglia a sud-est di <strong>Johannesburg,</strong> in uno dei tratti più belli del <strong>Sudafrica</strong>, Durban è un tropicale gioiello urbano che ha accantonato la sua originaria aria sbarazzina per darsi un tono di sempre maggiore eleganza e compiacimento.<br />
Questo fiore all’occhiello del <strong>KwaZulu-Natal</strong> è la terza città più grande del <strong>Sudafrica</strong> e nella sua ampia periferia occidentale si susseguono ora alberghi esclusivi, bar alla moda e ristoranti con pretese da gourmet mentre il centro della città mostra ancora, con la nonchalance della antica nobiltà, edifici coloniali sgargianti e delizie art deco. Non solo: la <strong>guida della città di Durban in Sudafrica</strong> non può trascurare le ampie spiagge riscoperte e rilanciate insieme al lungomare, anche grazie a interventi imponenti come quelli <strong>all’uShaka Marine</strong>, uno dei più grandi acquari del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-la-spiaggia.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2586" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-la-spiaggia-1024x432.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica" width="1024" height="432" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-la-spiaggia-1024x432.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-la-spiaggia-300x126.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-la-spiaggia.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Guida della città di Durban in Sudafrica: safari e surf</h2>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Miglio d&#8217;Oro</strong> poi è il tratto più popolare, posto proprio di fronte alla spiaggia, e offre quasi tutto ciò che si può volere sul mare comprese piacevoli sedute di snorkeling e <strong>immersioni</strong> subacquee un po&#8217; più al largo oltre a ovvi bagni di sole sulla spiaggia. Alberghi, bar, ristoranti e club si affacciano sull&#8217;Oceano Indiano che in questo tratto è piacevolmente azzurro intervallati da resti di architettura art deco, mentre i <strong>surfisti</strong> si disinteressano della storia e si gettano con spavalderia a cavalcare le onde. Il menu è completo quindi: safari per le balene, immersioni, pesca e kitesurf si comprano ad ogni angolo. Chiedete bene: spesso sono in offerta. E i prezzi sono trattabili.<br />
Ma ciò che la guida della città di Durban in<strong> Sudafrica</strong> deve spiegare realmente è la differenza di questa dalle altre città del Sudafrica come<span style="color: #008000;"> <strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-citta-del-capo/" target="_blank">Città del Capo</a></strong></span>: ovvero la sua incredibile ricchezza etnica. Oltre la metà degli abitanti di Durban sono<strong> Zulu</strong>, ma quasi un quinto della popolazione è costituita da<strong> indiani</strong>. Il risultato è un potente, vibrante cocktail con sapore di emisfero sud.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò si riflette ovviamente in ogni aspetto della vita quotidiana. Tra cui il  <strong>cibo di strada</strong> onnipresente a <strong>Durban</strong>, il cui simbolo è il bunny chow, un piatto che è un punto di contatto preciso tra il <strong>Sudafrica</strong> e la cucina indiana – ovvero una pagnotta quadrata di morbido pane bianco pieno di curry piccante. Fa caldo e ci si sporca ma è delizioso da mangiare. Il meglio è farlo accompagnati da una birra gelata. Questo è uno dei must  della città. L’opposto, come genere di esperienza, è gustare il tè pomeridiano in perfetto stile <strong>british</strong>, un perfetto ritorno al passato coloniale della città. Dio salvi la Regina e le spezie del curry.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-Football_Stadium.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2597" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-Football_Stadium-1024x680.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-Football_Stadium-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-Football_Stadium-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-Football_Stadium.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Durban però non è solo spezie e spiagge. La città si presenta al mondo con fierezza anche per un <strong>festival cinematografico</strong> annuale rispettato a livello internazionale e come incubatore di un nuovo movimento musicale locale dal ritmo travolgente. Non a caso le <strong>piste da ballo</strong> dei tanti locali sono sempre piene. Aggiungete che qui il sole brilla una media di 320 giorni all&#8217;anno ed è chiaro il motivo per cui molti pensano che una guida della città di <strong>Durban in Sudafrica</strong> sia fondamentalmente inutile: le cose belle le avete davanti. E per il resto basta andare in spiaggia a scatenarsi e cuocersi al sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Non finisce qui: la città si è attrezzata per i grandi eventi e ospita concerti di grandi artisti internazionali oltre agli appuntamenti annuali come il MTV Africa Music Awards. La sua <strong>Playhouse Company</strong> e la <strong>KwaZulu-Natal Philharmonic Orchestra</strong> aggiungono lustro alla rispettabilità di Durban. Perché anche  la musica è blasone.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-north-beach.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2587" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-north-beach-1024x682.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica" width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-north-beach-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-north-beach-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-north-beach.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Delle <strong>spiagge di Durban</strong> abbiamo detto: sono un vero paradiso dei surfisti grazie al bel tempo, alle temperature del mare caldo e ad onde forti e regolari tutto l&#8217;anno. <strong>North Beach</strong>, <strong>Dairy Beach</strong>, <strong>Bay of Plenty</strong> e <strong>Snake Park</strong> sono le spiagge popolari per chi vive la vita sulla tavola. Ma c&#8217;è una grande varietà di punti adeguati a cavalcare le onde. Ognuno troverà il suo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-city.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2599" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-city-1024x683.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-city-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-city-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-city.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Guida della città di Durban in Sudafrica:  City Hall</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durban City Hall</strong> è uno dei monumenti  più caratteristici della città. Costruito agli inizi del ventesimo secolo, l&#8217;edificio edoardiano è una preziosa attrazione culturale e storico e si dice sia stato ispirato dal design del Municipio di Belfast in Irlanda del Nord. Ospita anche una biblioteca pubblica, auditorium, il <strong>Durban Art Gallery</strong>, che contiene le collezioni provenienti da Europa, Asia e <strong>Africa</strong> con opere che vanno dal 15° secolo sino ai giorni nostri con particolare attenzione a ciò ce proviene dalla <strong>cultura  Zulu</strong>. Per chi ama la materia non si perda  il piccolo ma interessante Museo di Scienze Naturali.</p>
<h4>Guida della città di Durban in Sudafrica: uShaka Sea World</h4>
<p style="text-align: justify;">Un grande complesso di <strong>acquari di  acqua salata</strong> dove ci si trova faccia a faccia con la  vita gli abitanti degli oceani Indiano e Atlantico con spazi all&#8217;aperto e al chiuso anche per mostre e eventi didattici. Qui si trova anche quello che è definito il più grande delfinario d&#8217;Africa. Al sotterraneo si accede attraverso quella che è una sconcertante ricostruzione di un naufragio. Per chi vuole ci si può immergere con gli <strong>squali</strong> o avvicinare altri animali acquatici. Le principali attrazioni sono <strong>delfini,</strong> foche e pinguini, ma ci sono anche gli uccelli. S&#8217;intende di mare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-surf-in-città.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2600" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-surf-in-città-1024x536.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica" width="1024" height="536" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-surf-in-città-1024x536.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-surf-in-città-300x157.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-surf-in-città.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Tutti i colori dei Durban Botanic Gardens</h4>
<p style="text-align: justify;">Fondati nel 1849 questi <strong>giardini</strong> ospitano una enorme varietà di piante ma le principali collezioni sono quelle delle orchidee, delle bromelie e delle palme con  oltre 80 alberi definiti storici, alcuni dei quali hanno più di 100 anni. Importanti per gli appassionati del verde c&#8217;è anche la casa delle orchidee, un giardino delle erbe officinali e il giardino per i non vedenti. Il <strong>Kwazulu-Natal Philharmonic Orchestra</strong> si esibisce sulle rive di un lago tra le piante alcune domeniche  durante tutto l&#8217;anno.</p>
<h4>Guida della città di Durban in Sudafrica: museo Kwa Muhle</h4>
<p style="text-align: justify;">Ospitato nella famigerata sede della ex <strong>Direzione dell&#8217;Amministrazione dei nativi</strong> ovvero l&#8217;ufficio che controllava il lavoro durante i tempi oscuri dell&#8217;<strong>apartheid</strong>, il museo racconta la storia della<strong> segregazione razziale </strong> e si propone di offrire una interpretazione imparziale della vita dei sudafricani di ogni colore sotto il vecchio regime. Ironia della sorte, l&#8217;edificio stesso è già di per sé un monumento con il suo arco fiancheggiato da splendidi fiori  e le maestose porte d&#8217;ingresso ricoperte di rame. Eppure questo luogo ameno era dove si gestiva la supremazia della razza con le sue mille ingiustizie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-museo.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2595" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-museo-1024x768.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica- museo" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-museo-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-museo-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-museo.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>guida della città di Durban in Sudafrica</strong> non può dimenticare di quello che una volta era il Palazzo di Giustizia e ora è invece un museo oltre ad essere  il più <strong>antico edificio pubblico</strong> di Durban che è sopravvissuto alle Guerre sudafricane e a molte rivolte. Nel 21° secolo è stato un centro di formazione  e di reclutamento durante le due guerre mondiali. L&#8217;edificio è stato spesso visitato dal Mahatma Gandhi all&#8217;epoca in cui era solo un giovane avvocato, ben prima che iniziasse a sfida il <strong>dominio coloniale inglese</strong>. Ora rappresenta  il più <strong>grande museo</strong> di storia della città.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-acquario.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2596" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-acquario-1024x678.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica" width="1024" height="678" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-acquario-1024x678.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-acquario-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-acquario.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Sharks Board KwaZulu-Natal </strong>è nato con  la responsabilità di assicurare la protezione della spiaggia ben presto è diventato un punto di riferimento per tutto quello che avreste voluto sapere sugli squali ma non avete mai osato chiedere. Nella sua <span style="color: #000000;"><strong>sede</strong> </span>aperta ai visitatori si possono vedere <strong>mostre sugli squali</strong> e sulle razze, una presentazione audiovisiva su queste specie ma persino assistere alla autopsia di uno squalo dalle tribune di una aula dedicata. Ovviamente si tratta di una esperienza per chi ha uno stomaco forte. Ci sono anche fotografie, riproduzioni di squalo, scheletri ricostruiti, denti di squalo e la documentazione per conoscere le diverse specie. Ci sono anche i souvenir: il negozio  Fathoms vende capi di abbigliamento e oggetti vari. Tutti legati al <strong>tema degli squali</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>Sugar Terminal Sud Africa</strong> è invece uno dei più grandi tali impianti in tutto il mondo per lo stoccaggio dello <strong>zucchero </strong>con una capacità di 500.000 tonnellate di stoccaggio. Può sembrare curioso ma è aperto al pubblico e quattro volte al giorno vengono organizzate visite guidate in questo stabilimento. Se siete curiosi di sapere tutto sulla dolcezza è il posto che fa per voi.</p>
<h4>Guida della città di Durban in Sudafrica: un po&#8217; di storia</h4>
<p style="text-align: justify;">Per molti le città in questa parte del mondo sono per forza di cosa nate di recente. <strong>Durban</strong> dimostra il contrario: grazie ai ritrovamenti databili al Neolitico si può stabilire che quest&#8217;area è abitata da circa <strong>100mila anni</strong>. Ma mentre i primi cacciatori-raccoglitori hanno lasciato tracce solo sotto forma di arte rupestre, la storia come noi la conosciamo non inizia fino al 1497 con  l&#8217;arrivo di esploratore portoghese <strong>Vasco da Gama</strong> che ha chiamato la zona Natal in riferimento al fatto che in quei giorni ricorreva il Natale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-centro-della-città.jpg" rel="lightbox[2583]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2598" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-centro-della-città-1024x682.jpg" alt="Guida della città di Durban in Sudafrica" width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-centro-della-città-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-centro-della-città-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-città-di-Durban-in-Sudafrica-centro-della-città.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>moderna città di Durban</strong> però risale al 1824, quando un gruppo di cittadini britannici sono arrivati stabilendo un insediamento. Grazie ad uno di questi coloni che riuscì ad ingraziarsi  il <strong>re zulu Shaka</strong> venne loro concesso una striscia di terreno sulla  costa che penetrava per  un centinaio di miglia  verso l&#8217;entroterra.  La città venne battezzata in onore di<strong> Sir Benjamin d&#8217;Urban  </strong> che allora  era governatore della<span style="color: #008000;"> <strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-citta-del-capo/" target="_blank">Colonia del Capo</a></strong></span>. Pochi anni dopo iniziarono i problemi tra inglesi e <strong>Afrikaaner</strong> fino a quando la città venne conquistata dagli inglesi  nel 1844. I britannici introdussero la coltivazione della  canna da zucchero nel 1860 e importarono  migliaia di lavoratori dall&#8217;India per lavorare nelle piantagioni. Molti poi rimasero e fondarono loro aziende contribuendo allo sviluppo della città che  è diventato un importante porto e il più grande terminal di zucchero al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le guerre boere e la creazione <strong>dell&#8217;Unione del Sud Africa</strong> da parte degli inglesi, la legislazione segregazionista è stata approvata sotto forma di apartheid. Introdotta dal <strong>Partito Nazionale Afrikaaner</strong> nel 1948 è rimasta in vigore fino al 1990. A Durban, anche le spiagge erano separate. Come se il mare fosse razzista.  Per fortuna la fine dell&#8217;<strong>apartheid</strong> ha portato una nuova vita per Durban, che da allora ha subito un completo rinnovamento. E ora è un cocktail. Fatto di colori e etnie diverse.</p>
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