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Cosa vedere a il Cairo: il Museo Egizio, le piramidi e le moschee

Cosa vedere a il Cairo: il Museo Egizio, le piramidi e le moschee

Preparatevi a molte sorprese. Si, perché nessuna guida del Cairo vi farà intuire fino in fondo quello che proverete la prima volta che arriverete nella capitale dell’Egitto. Da una parte vi troverete davanti il vasto deserto arido che sembra essere senza fine; dall’altro, solo girando la testa, una città immensa e frenetica. Ben diversa dall’idea di un’oasi per quanto moderna. Insomma, una qualunque lista che spieghi cosa vedere a il Cairo forse può partire solo da una constatazione: si viene in questa città per tuffarsi nel passato millenario della sua storia e delle sue meraviglie ma ci si trova più spesso avvolti dai segni frastornanti della modernità. E le piramidi finiscono per essere solo un pezzo infinitesimale di ciò che vi aspetta.

guida del Cairo e delle piramidi

Cosa vedere a il Cairo: la gente e i sapori

Un primo assaggio della capitale d’Egitto passa per quello che incontrerete camminando per le sue strade dove è ancora possibile vedere gli artigiani che lavorano sui marciapiedi e davanti alle loro botteghe. Ammirarli darsi da fare e creare le loro opere è un piacere così come è facile trovare degli abitanti della città che inizieranno ben presto a rivolgersi a voi, cercando di parlare di qualunque argomento.

Per alcuni è solo il gusto di conoscere persone che arrivano da lontano:  molti, invece, cercheranno di trascinarvi dentro il loro negozio di tappeti (o quello di un loro amico: poco cambia).

Tra una passeggiate e due chiacchiere avrete sicuramente fame: la prima cosa da provare durante la vostra passeggiata per le strade del Cairo è quello che è il piatto simbolo dello street food egiziano: il koshari. Si tratta di un piatto semplicissimo (e pure vegano se la cosa vi interessa) preparato con ceci, lenticchie, cipolle fritte e salsa di pomodoro speziata e aromatizzato con aglio. Insomma, non sarà perfetto per le occasioni mondane ma la gente del posto ne va pazza e lo compra insieme ai falafel per strada, negli onnipresenti chioschetti più o meno provvisori.

Alla scoperta del grande Museo Egizio

D’accordo vi siete ambientati, avete parlato, evitato i venditori di tappeti e mangiato. Ora è tempo di partire per scoprire ,per davvero, cosa vedere a il Cairo. E il punto di partenza sarà quasi per forza il Museo Egizio che con i suoi oltre centomila reperti accolti in 107 sale meriterebbe, per essere visto come merita, di diversi giorni.  Questo spazio unico, infatti, racchiude una serie infinita di capolavori e in attesa che apra il Grand Egyptian Museum è il più importante al mondo per quanto riguarda l’antico Egitto.  Il museo è stato fondato nel 1857 dall’egittologo francese August Mariette e nel 1897 si è trasferito nella sua attuale sede – il caratteristico palazzo rosa  nel centro de Il Cairo che non basta però ad ospitare la sua ricca collezione.

Il mito del giovane faraone morto a 18 anni

Questo perché qui sono riuniti gli oggetti trovati tra le antiche tombe reali: e la più celebre delle quali è quella di Tutankhamon, genero e successore di Amenophis IV morto all’età di 18 anni.  La tomba, scoperta da Howard Carter nella Valle dei Re nel 1922, conteneva il più grande e ricco tesoro mai rinvenuto integro in una  tomba egizia.

Gli oggetti più iconici sono la maschera mortuaria in oro massiccio e il sarcofago ma anche il trono del faraone e il suo ampio guardaroba. Successivamente, non perdetevi la visita alla sterminata collezione di gioielli  antichi e concedetevi un rispettoso omaggio alla collezione delle mummie dove passerete in rassegna le spoglie di alcuni dei più potenti faraoni d’Egitto appartenuti alle grandi dinastie tra cui   Hatshepsut, Tuthmosis II, Ramses II e Seti I.

vedere a Il Cairo

Il museo contiene anche collezioni di  monete, pergamene di papiro, scarabei e altri reperti di ogni tipo e per una pausa offre anche il ristoro di una caffetteria.  Il Museo Egizio si trova proprio accanto a Midan Tahrir, la piazza centrale del centro de Il Cairo. Il modo più semplice per arrivare qui è prendere la metropolitana fino alla stazione Sadat e poi  seguire le indicazioni per l’entrata del museo.

Aspettando il Gran Egyptian Museum

Come abbiamo detto una parte degli oggetti conservati nel museo sono destinati ad essere trasferiti nel Grand Egyptian Museum che renderà finalmente visibile l’intera collezione. Quali saranno i reperti destinati al nuovo museo ancora non è chiaro ma si sa che punta a diventare il più grande museo monotematico del mondo e che  sarà collocato vicino alle piramidi. Il progetto è stato curato dallo studio Heneghan Peng e si calcola che attirerà oltre  quattro milioni di visitatori l’anno. Certamente sarà la prima tra le cose da vedere a il Cairo. Anche se la data di inaugurazione continua a slittare.

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Cosa vedere a Il Cairo: moschee e suggestioni copte

Una visita alla città porta poi certamente alla moschea  di Al-Azhar è il più bel palazzo dell’era fatimid de Il Cairo e una delle più antiche moschee della città visto che è stata  completata nel 972 d.C. Non solo un luogo di culto però: questa è anche la sede di una delle università più antiche del mondo – il califfo El-Aziz le conferì lo status di università nel 988 d.C. ( l’altra università che si contende questo record è quella di  Fes. Mentre Bologna è nata nel 1088). Ancora oggi l’Università Al-Azhar è uno dei principali centri teologici del mondo islamico.

L’ingresso principale è quello della Porta dei Barbieri sul lato nord-ovest dell’edificio, adiacente alla facciata neo-araba costruita da Abbas II. Dopo aver lasciate le scarpe all’ingresso si entra nel cortile centrale dove si trova la madrassa El-Taibarsiya con un mihrab risalente al 1309. Dal cortile centrale, si ottengono le migliori viste dei cinque minareti della moschea, che circondano l’edificio. Dall’altra parte del cortile si apre la sala di preghiera principale vasta circa  3000 metri quadrati. La metà anteriore fa parte dell’edificio originale, mentre la parte posteriore è stata aggiunta da Abd el-Rahman.

La Moschea Al-Azhar si trova proprio nel cuore del quartiere islamico de Il  Cairo ed è facilmente raggiungibile in taxi.

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Cosa vedere a Il Cairo: il quartiere copto

Proseguendo il lungo viaggio tra le cose da vedere a Il Cairo si arriva per forza al quartiere  copto che rappresenta in qualche modo la antica zona cristiana della capitale. Un tempo questa zona era conosciuta come la roccaforte romana di Babilonia e si trova dove  l‘imperatore  Traiano fece costruire  una fortezza lungo il Nilo. Tra le vecchie mura si trovano ancora oggi cinque chiese, una moschea e una sinagoga molto antica ed è un posto da scoprire camminando senza fretta. Da non perdere l’Al-Muallaqa (la cosiddetta Chiesa Sospesa), il più antico luogo di culto cristiano della città, e la chiesa di  San Sergio, dove secondo la tradizione si dice che la Sacra Famiglia abbia trovato rifugio.

Cose da vedere a Il Cairo, abbiamo detto. Ma  anche cose da fare. E al primo posto c’è un tuffo nel suq. Il grande bazar di Khan el-Khalili è un enorme labirinto di vicoli dove si compra e si vende  dal 1400 ed è il secondo  per estensione dopo quello di Istanbul.  Le strade principali sono da tempo state fagocitate dal  turismo e sono diventate trappole zeppe di falsi papiri e piramidi di plastica ma uscendo dalla corrente di gente e puntando sui vicoli più stretti e lontani si trovano ancora alcuni di migliori punti per scoprire i prodotti artigianali tra cui  gli splendidi paralumi in metallo e i tessuti locali. Non solo: ci sono anche molti caffè e locali come la celebre caffetteria  Fishawis, dove caffè e tè vengono smistati senza sosta a turisti e commercianti della zona.

Lo shopping in città e il grande bazaar

La  strada principale del souq è Al-Muski Street (chiamata anche Gawhar al-Qaid Street all’estremità orientale). Le botteghe dell’oro e dell’argento si concentrano principalmente a nord dell’intersezione di questa strada con Al-Muizz Li-Din Allah Street, mentre la sezione dedicata alle spezie  si trova appena più a sud. Il bazar è dominato dalla maestosa moschea Sayyidna el-Husein, costruita nel 1792 per onorare il nipote del profeta Maometto.

L’ingresso al bazaar di  Khan el-Khalili è dall’altra parte della strada rispetto alla moschea di Al-Azhar.

Un altro capitolo della guida dedicata alle cose da vedere a Il Cairo riguarda la Cittadella, la vasta area che domina le colline di Mokattam costruita dal Saladino nel 1176. Parliamo della  struttura originale però: perché quella è andata ormai distrutta da tempo e solo le mura esterne orientali sono arrivate sino a noi mentre l’insieme che vediamo è frutto delle sovrapposizioni di tanti sovrani.

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Il Cairo ai vostri piedi e la moschea d’Alabastro

Venire qui significa avere la possibilità di godere di una bella vista sulla città, in particolare dalla Gawhara Terrace,  ma anche di visitare alcuni monumenti importanti: la Moschea di Muhammad Ali, soprannominata “Moschea d’Alabastro“, ad esempio,  spicca sulla Cittadella con i suoi alti minareti e la sua struttura di pietra bianca.  Fu costruita tra il 1824 e il 1857 ispirandosi alla celebre Moschea Blu di Istanbul. Ci sono altre due moschee all’interno della Cittadella: la moschea di al-Nasir Muhammad, del 13 ° secolo, e la Moschea di Suleyman Pasha, del del 16 ° secolo. Nella Cittadella si trovano anche  il Palazzo Al-Gawhara, il Museo militare nazionale e il Museo della polizia.

Il museo di arte islamica

Prima di andare a vedere le Piramidi una ultima sosta al Museo di Arte Islamica, danneggiato nel 2014 da un’attentato ma,  per fortuna, ora  riaperto. Il museo  ospita una delle più importanti collezioni di arte mediorientale del mondo con distese di ceramiche ottomane e intarsi in legno, monete, pietre scolpite e splendidi tappeti. Voi passate un po’ di tempo ammirando i preziosi Corani e le collezioni di gioielli così come gli oggetti dedicati alla scienza che raccontano la ricchezza del sapere islamico del passato. Il museo, per di più,  si trova ai margini del quartiere islamico del Cairo, quindi è un buon posto per iniziare o terminare una visita al quartiere.

Lo abbiamo detto all’inizio: le cose da vedere a Il Cairo sono tante. Ma prima o poi arriva il momento di dedicarsi alle star: le piramidi.  Che per di più sono molto più vicine di quanto si pensi: una buona opzione quindi è quella di prendere da ogni punto della città un taxi che avrà comunque sempre un costo ragionevole anche se esistono pure mezzi pubblici e persino la metropolitana che porta nella zona di Giza.

Arriva il momento delle star: ecco le piramidi.

Giza è in realtà un governatorato fuori dalla capitale egiziana e quindi dovrebbe essere una città a sé stante ma da molto tempo è ormai stata assorbita nella metropoli. Qui, su un altopiano desertico immediatamente ad ovest del distretto urbano, si trova la strada delle piramidi che collega il centro de Il Cairo con le antiche meraviglie. Le piramidi di Giza rappresentano le strutture archetipiche della civiltà egizia e – insieme con la Sfinge, alla base della piana di Giza – sono l’immagine iconica d’Egitto. Da tempo ormai è possibile pernottare in questa zona e la maggior parte dei servizi (hotel, ristoranti, locali) sono concentrati lungo El Haram Street.

Una guida del Cairo di un secolo fa avrebbe mostrato El Haram Street come poco più di una pista polverosa percorsa da carrozze tra i campi irrigati del piccolo villaggio di contadini di Giza, ai piedi delle monumentali piramidi. Dato il rapido aumento della popolazione del Cairo nel ventesimo secolo e la pazzesca esplosione del turismo Giza è ormai irriconoscibile. Lungo la strada ora si trovano condomini, distese di negozi, ristoranti e locali notturni che sostituiscono i campi degli agricoltori e le file di palme. Non a caso molti sono sconcertati di vedere la punta di una piramide sbucare sopra gli archi dorati di un McDonalds con la scritta in arabo.

guida del Cairo e delle piramidi

Cosa vedere a il Cairo: la Sfinge

Qualunque racconto, anche incompleto su cosa vedere a il Cairo vi segnalerà che ci sono due biglietterie per accedere: il primo è in prossimità dell’ingresso principale, il secondo – nei pressi della Sfinge, nella parte orientale della piana. Se utilizzerete la seconda, in particolare al mattino presto, potrete evitare la folla di turisti e avrete la possibilità di esplorare la zona della Sfinge avvolti dal silenzio. L’interno delle piramidi è caldo, umido e un po’ claustrofobico con ripidi ripidi polverosi e difficili da attraversare. Chi ha problemi di salute farebbe bene a riflettere prima di entrare anche se l’esperienza è molto suggestiva.

Tra le cose fa vedere c’è sicuramente la grande Piramide di Cheope l’ultimo superstite delle sette meraviglie del mondo antico con la sua ciclopica possanza che la porta sino a 137 metri d’altezza. Per costruirla, tutta a mano ovviamente, sono serviti oltre 2 milioni di blocchi di pietra. A fianco della piramide si trova il museo dove è conservata la barca sepolta insieme al faraone per il viaggio verso il sole.

La piramide di Chefren è leggermente più piccola della Grande Piramide, sebbene appaia da alcuni angoli più grande a causa di una migliore posizione sulla arida distesa del deserto. Poi c’è la piramide di Micerino la più piccola delle piramidi di Giza alta solo, si fa per dire, 62 metri.

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Il leone dedicato al Sole

Infine, imperdibile, ecco la Sfinge, un colossale leone quasi umano che gli antichi egizi dedicarono al dio del Sole. Con i suoi 45 metri di lunghezza e una larghezza di 22 metri di arenaria è notevolmente più piccola della piramidi intorno ad esso. Il naso che manca viene spesso attribuito ad un colpo di artiglieria delle truppe coloniali inglesi o napoleoniche ma i disegni del 18° secolo dimostrano che naso era già mancante allora. Ma un po’ di mistero con le piramidi non guasta mai.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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