• cosa-vedere-a-Segovia

Cosa vedere a Segovia: la città dell’acquedotto romano e dell’Alcazar

Cosa vedere a Segovia: la città dell’acquedotto romano e dell’Alcazar

Per i buongustai di Madrid è la meta per golose gite fuoriporta in cerca di carni alla griglia. Per gli spagnoli tutti è la città di Isabella di Castiglia, la regina cattolicissima ma anche di Torquemada, il frate domenicano che inventò l’Inquisizione. Per tutti, iberici o meno, è un patrimonio dell’Unesco e il magico scenario dove spicca l’acquedotto romano. E’ stato costruito nel primo secolo ma pare nuovo di zecca. La lista potrebbe continuare perché la guida delle cose da vedere a Segovia è ancora lunga: non a caso, per qualcuno, è una delle città più belle di Spagna.

Giusto a mezz’ora di treno dalla capitale nel cuore della Castiglia e Leon, non lontana da Salamanca e Avila, è celebre anche per le sue tante chiese, i monumenti e per avere ospitato Antonio Machado, uno dei poeti simbolo del Novecento spagnolo. Se volete fare un tuffo nella malinconia leggete i suoi versi.cosa-vedere-a-Segovia

La città sorge su una collina circondata da due fiumi, l’Eresma e il Clamores, e nella sua parte più antica è quasi completamente circondata dalle mura dell’XI secolo segnate da merlature, archi ciechi, torri e porte d’ingresso con archi a ferro di cavallo. Tre delle antiche porte rimangono le vie di accesso: la porta di San Andrés, la Porta di San Cebrián e la Porta di Santiago.

Cosa vedere a Segovia

Insomma, il passato qui si vede e si sente come è giusto che sia in un luogo che è stato sia capitale del regno moresco sia della cattolica Castiglia. Prima che battaglie e politica spostassero il comando altrove, verso Madrid. Ma se le scelte dei re hanno fatto migrare i luoghi del potere hanno comunque lasciato però qui una grande eredità di bellezza. E basta passeggiare per vedere a Segovia ovunque il segno di quel lascito.

Nata come insediamento celtico, entrò a fare parte dell’impero Romano intorno al I secolo a.C. e da subito si conquistò un ruolo come snodo sulle principali rotte commerciali della Spagna. Prima da qui passavano la gran parte delle lane e dei tessuti ma ben presto da punto di passaggio divenne un centro di produzione.

vedere a Segovia

Le conseguenze sono ovvie: commercio e artigianato significano soldi. E le tracce di quella ricchezza si conservano nei palazzi ancora presenti nel cuore della città dove spiccano tanti capolavori gotici. Basta citarne uno: la chiesa di San Miguel dove nel 1474 venne proclamata regina Isabella I di Castiglia. Sotto la sua guida, con la presa di Granada, si concluse la Riconquista della Spagna dai Mori e si aiutò un certo Cristoforo Colombo in un’impresa ardita. Il mondo, dopo, non sarebbe più stato lo stesso.

Curioso destino: tra le cose da vedere a Segovia c’è questo e molto altro. Eppure buona parte dei turisti è attirato più che dal lascito dei sovrani dai menu dei tanti locali specializzati nel cochinillo, ovvero il maialino da latte al forno. Gli abitanti  di Madrid ne vanno pazzi.

vedere-a-Segovia

Cosa vedere a Segovia

Ma prima di dedicarsi alla gola la visita porta per forza alle strade acciottolate e piene di fascino su cui si staglia la star del luogo: l’Acquedotto romano. Questa struttura monumentale ha superato la prova del tempo, sopravvivendo a due millenni di storia. E senza apparente fatica. Si tratta di una delle due più grandi strutture romane esistenti in Spagna e fu costruito  intorno al 50 d.C.

L’acquedotto incanalava l’acqua a 17 chilometri dal fiume Acebeda nelle montagne della Sierra di Fuenfría attraverso una profonda valle fino alla città antica. Pare poca cosa: ma fu una vera magia ingegneristica visto che la struttura è formata da 20.400 blocchi di granito, unite senza cemento o malta. E le file di 167 archi sono ancora perfettamente allineati. Il punto migliore per ammirarne la grandiosità è la plaza del Azoguejo, il fulcro del centro storico, dove l’acquedotto raggiunge la sua altezza massima di 28 metri prima di terminare nell’Alcázar in un canale sotterraneo.

vedere-a-Segovia

A zonzo nel quartiere ebraico

Abbiamo parlato dell’Alcazar: lo visiteremo ma prima perdiamoci vagando nella parte vecchia della città. In particolare scoprendo il vecchio quartiere ebraico che si trova nella zona di Plaza de la Merced e si estende fino alla Plaza del Socorro. Qui il passato è raccontato dalle pietre delle case che ricordano il passato sefardita. Quando la comunità ebraica in Spagna era numerosissima.

Lo ricordano anche i nomi delle strade, come Judería Vieja e Judería Nueva, e volendo approfondire questo aspetto tra le cose da vedere a Segovia c’è per forza il Convento del Corpus Domini, costruito su una precedente sinagoga come rivelano le decorazioni originali rimaste di quella che era una delle cinque sinagoghe della città. Il quartiere era un tempo recintato e aveva sette porte, tra cui la Puerta de San Andrés (in Plaza del Socorro), che ora ospita mostre ed esposizioni. L’edificio Antigua Carnicería Judía (l’antico macello) ospita ora il Museo di Segovia mentre al numero 12 di Judería Vieja si incontra il Centro Didáctico de la Judería, dove vengono proiettati dei video che descrivono la storia degli ebrei a Segovia e in generale in Spagna.

vedere-a-Segovia

Cosa vedere a Segovia

Proseguendo il viaggio tra le cose da vedere a Segovia dirigiamoci verso la cattedrale. Prima però una piccola deviazione ci porta verso Plaza de San Esteban dove si trova l’omonima chiesa romanica riconoscibile per l’alta torre e la loggia, dove un tempo si riunivano le corporazioni. Ma è nel punto più alto della città vecchia che troviamo l’altra star: la cattedrale costruita tra il 1525 e il 1593. Fu l’ultima grande chiesa gotica costruita in Spagna.

vedere a Segovia

Ed è davvero grande: è lunga 105 metri ed ha una torre altissima da cui si gode una vista spettacolare. Anche l’interno è maestoso con grandi vetratediciotto cappelle, statue e altari. La pala d’altare è un capolavoro di marmo e bronzo e mostra una figura in avorio del XIV secolo della Virgen de la Paz. Ma i tesori non sono finiti: la biblioteca conserva altri oggetti unici come una raccolta di manoscritti e libri antichi tra cui il Sinodal de Aguilafuente, il primo libro stampato in Spagna. Dopo la visita fermatevi nella Plaza Mayor e cercate un caffè: guardarsi intorno è già un piacere da non perdere.

vedere a Segovia

Le cose da vedere a Segovia: l’Alcazar

Le torri puntute lo possono fare sembrare un po’ disneyano. Ma l’Alcazar di Segovia era una fortezza. E si nota. Il palazzo sorge maestosamente sopra la città affacciato su una ripida parete rocciosa. Inutile dirlo: da questo punto di vista, i panorami dei dintorni sono incredibili. La posizione impenetrabile è la testimonianza dello scopo militare originario della fortezza. Costruito nel 12° secolo, l’Alcazar era la residenza del re Alfonso VIII, e nel 13 ° secolo, l’edificio è stato arricchito in stile gotico per Giovanni II e Enrico IV. L’ultimo restauro architettonico fu completato nel XVI secolo dall’architetto Francisco de Mora.

vedere-a-Segovia

L’ingresso al castello si trova nella Torre di Juan II, una torre del XIV secolo circondata da dieci torrette semicircolari. I visitatori possono visitare tutte le stanze dell’Alcázar, ancora arredate con arazzi, armi e armature. La Sala del Trono spicca per il soffitto dorato e quella della Galera ha finestre ad arco che offrono una vista eccezionale sulla valle del fiume. Per la visita prendetevi il vostro tempo. Poi ci sarà la possibilità di scendere e cercare tra le strette strade un locale dove mettere alla prova la nomea di Segovia come città per gourmet. Gli esperti dicono che sono imperdibili la Granja, la zuppa castigliana con aglio e pane, e gli arrosti. Con un bicchiere di rosso della Ribera del Duero anche l’Alcazar sembra cambiare forma. E diventare meno arcigno.

Mulini a vento in Olanda

Mulini a vento in Olanda: cosa vedere a Kinderdijk e come arrivare

guida del Senegal

Guida del Senegal: cosa vedere da Dakar al mare. Nell'Africa che spera nel turismo

Trackback from your site.

Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici e rimani sempre aggiornato!