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Guida dei quartieri di Tokyo: cosa vedere da Ginza a Shinjuku a Rappongi

Guida dei quartieri di Tokyo: cosa vedere da Ginza a Shinjuku a Rappongi

Tokyo è allo stesso tempo un moderno parco giochi perennemente illuminato dai neon e pieno di grattacieli,  un luogo di meraviglie tecnologiche e locali notturni alla moda ma anche un’antica roccaforte della cultura  che offre interessanti attrazioni per il turista che cerca la vera anima del Giappone. Ammesso che sia possibile scoprirla, s’intende. Perché il Giappone per noi è difficile da capire così come è quasi impossibile vedere tutta Tokyo che con i suoi 13 milioni di chilometri e la sterminata estensione è un mondo. E i quartieri di Tokyo sono una delle tante declinazioni di questo mondo da scoprire. In cerca di sorprese.

Prima di tutto occorre ricordare che Tokyo è enorme: spostarsi tra 278 stazioni della città e le 13 linee della metropolitana – per non parlare della ricerca di un posto dove fermarsi per riposare – può essere un compito estenuante. Per rendere meno arduo il compito ecco allora una breve guida dei quartieri di Tokyo. Ognuno con la propria piccola o grande particolarità.

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I quartieri di Tokyo: ecco Ginza

Ginza non è solo uno dei celebri quartieri di Tokyo ma è probabilmente la zona commerciale più elegante e costosa di tutto il Giappone. Quando il paese si aprì al commercio estero nel 1860, dopo due secoli di isolamento autoimposto, fu qui che furono esposte per la prima volta le importazioni occidentali e furono costruiti i primi palazzi con architettura occidentale. Oggi, Ginza è dove troverai una moltitudine di grandi magazzini, boutique di marchi internazionali, ristoranti esclusivi, hotel, gallerie d’arte e il palazzo simbolo è Ginza Wako, un edificio costruito nei primi anni ’30 che ospita negozi di lusso e gioiellerie.

Il momento migliore per visitare il quartiere è la domenica, quando la strada principale è chiusa al traffico automobilistico e i pedoni possono muoversi più liberamente. Esiste anche una espressione Gin-bura, che letteralmente significa “Ginza errante”, ed indica il vagare tra queste strade. Nelle vicinanze si trova il Tsukiji Fish Market, uno dei più grandi mercati di pesce all’ingrosso del mondo attorno al quale che ospita ancora alcuni  ottimi ristoranti di sushi.

Il vecchio villaggio degli stranieri

Se raccontare i quartieri di Tokyo è difficile parlare di Shinjuku è quasi impossibile. Si, perché questo quartiere sembra avere mille vite. Nata come stazione postale nel 1698 al servizio dei signori feudali e dei loro servitori che viaggiavano tra Edo e le province, Shinjuku fu risparmiata dal grande terremoto del 1923 facendola sviluppare velocemente.

Il risultato è che qui nel 1971 fu costruito il primo grattacielo giapponese, il Keio Plaza Hotel nella parte occidentale di Shinjuku e oggi più di una dozzina di grattacieli, tra cui diversi hotel, punteggiano lo skyline di Shinjuku. Il più celebre è sicuramente il palazzo del Tokyo Metropolitan Government Office – la sede dell’amministrazione politica e pubblica di Tokyo – nata nel 1991 e alta 243 metri. E’ uno dei luoghi più visitati dai turisti perché ha una zona panoramica a 200 metri d’altezza e quando è sereno si vede, oltre a tutta la città, anche il monte Fuji.

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La stazione più affollata del Giappone

A separare le due zone di Shinjuku si trova la stazione per pendolari più trafficata della nazione e intorno un vivace quartiere dello shopping tra cui spiccano l’enorme complesso Takashimaya Shinjuku e numerosi negozi specializzati in elettronica a buon prezzo. Questo è uno dei volti di Shinjuku; l’altro è quello Kabuki-cho, un famigerato quartiere a luci rosse con club equivoci, love hotel, sale massaggi e sale karaoke. Per fare un esempio qui si trova il restaurant Robot, un locale dove si svolgono sfide tra robot mentre hostess poco vestite sgambettano. Si mangia male ed è kitsch. Ma è sempre una attrazione.

Appena fuori dalla stazione di Shinjuku si trova poi Omoide Yokocho (o Memory Lane), una infilata di piccoli bar, bancarelle e griglierie improvvisate che resiste da decenni ed è un angolo di Tokyio che merita di essere sicuramente visto. Almeno se amate mangiare spiedini in antri oscuri bevendo birra in mezzo a una marea di facce più o meno strane.

La guida dei quartieri di Tokyo racconta sempre storie di folle oceaniche e grandi snodi dei trasporti. La conferma arriva dal quartiere di Ikebukuro, nord di Shinjuku, sul percorso della linea della metro Yamanote. Anche qui si trovano grandi magazzini e centri commerciali e i più noti sono Seibuu e Tobu. Quest’ultimo, è uno dei più grandi di Tokyo e si sviluppa all’uscita ovest della stazione di Ikebukuro mentre Seibu è alla parte opposta.

Centri commerciali e vita notturna

Abbiamo parlato della stazione: è il secondo snodo ferroviario più trafficato di Tokyo (e del mondo) ma attira gente anche alla sera perché il quartiere è abbastanza vivace con molti locali. Alcuni di questi si trovano nella Sunshine City, una città nella città,  che per molti anni è stato uno dei luoghi all’avanguardia di Tokyo con uno dei grattacieli più alti. Una curiosità: in questa struttura si trova un enorme spazio dedicato al Pokemon. E’ il più grande al mondo e qui si trova tutto quello che riguarda appunto l’universo dei Pokemon

Una viaggio tra le cose da vedere nei quartieri di Tokyo conduce per forza a Harajuku, considerato il cuore del mondo giovanile della capitale del Giappone, il posto dove sono nate molte delle mode e delle tendenze degli ultimi anni. Anche se poi Omotesando, un elegante viale alberato che evoca vagamente gli Champes Elisee di Parigi, è il posto giusto per ammirare le vetrine dei negozi top delle griffe.

Lolite e giovani trendy

Il quartiere, comunque, resta un posto molto amato dalle giovani generazioni e se le lolite che un tempo furoreggiavano ora sono state sostituite da altre icone si fa presto a capire di essere nel centro di un quartiere in perenne mutazione. Il posto dove passare resta comunque Takeshita-dori, una strada dove imperversano le vetrine di pronto moda e accessori. Se volete un look completo da Gothuloli, a metà tra stile gotico e metà manga,  questo è il posto giusto cosi come se sognate un giorno da vero rockabilly.

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Ci sono quartieri di Tokyo che sono diventati ormai famosi anche dall’altra parte del mondo. Il più celebre, probabilmente, è Shibuya. Qui si può venire per molti motivi ma uno dei più stravaganti e irresistibili è quello che tutti considerano l’incrocio più trafficato al mondo. E per questo Shibuya Crossing è diventato una icona quasi come la tour Eiffel a Parigi o la Statua della Libertà a New York. Quello che colpisce qui è che appena usciti dalla stazione si viene catapultati in un incrocio pieno di luci con enormi schermi sulle facciate delle case, musica e rumore e migliaia di persona. Blade Runner era fantascienze. Qui è realtà. Non a caso qui hanno girato chissà quanti spot o film: voi cercate un angolo fuori dalla corrente umana e riempitevi gli occhi.

La statua del cane e il traffico degli umani

Se l’incrocio è il simbolo in movimento c’è anche una icona statica: è quella della statua del cane Hachiko che si trova di fronte alla stazione ed è un punto di ritrovo per moltissimi giovani. D’altra parte anche questo tra i quartieri di Tokyo è zeppo di grandi negozi, shop di catene globali. Tra gli indirizzi da segnare c’è quello di Centre gai, nota anche come Sentagai, una stradina pedonale che funge da calamita per molti gruppi giovanili appassionati di sottoculture e stili particolari. Oppure  Supeinzaka che curiosamente significa “Collina Spagnola“. Il motivo? Non si sa per certo. Tuttavia è sicuro che si tratta di una strada stranamente tranquilla, acciottolata e ombreggiata da piante dove si susseguono negozi di abiti da donna e ristoranti.

E la guida dei quartieri di Tokyo ci porta ora a Rappongi. E se c’è una zona celebre in città è proprio questa. Questa infatti è l’area in cui si mescolano giapponesi e stranieri. Questo è il quartiere che ha più bar e discoteche di qualsiasi altro quartiere al di fuori di Shinjuku. E molti di questi locali servono cucina internazionale. La differenza si nota tra la notte e il giorno.

I quartieri di Tokyo più multietnici

Con la luce la prima impressione è quella di un quartiere ovviamente moderno e multietnico con ampia scelta di soste. Quando arriva il buio tutto cambia: i giovani invadono le strade, ci sono gruppi di stranieri e i buttadentro, chissà perché spesso di colore, cercano di invogliare la clientela. E stiamo parlando di una area ad altissima densità di attrazioni. Per capirlo basta andare a Rappongi Hills, tra Roppongi e Nishi Azabu, dove in poche centinaia di metri si trovano 230 negozi e ristoranti, un hotel di lusso, appartamenti, uffici, una multisala e un museo al 53° piano della Mori Tower. E questo è solo l’antipasto di quello che potrete trovare nei quartieri di Tokyo.

Il quartiere di Akasaka si trova vicino alla sede del governo giapponese ma soprattutto ad alcuni grandi hotel ed ad un piccolo piccolo quartiere noto per della vita notturna. Per questi motivi Akasaka è frequentato principalmente da uomini d’affari e burocrati tanto che di turisti se ne vendono pochi. Ci sono in compenso alcuni buoni ristoranti e in particolare qui si viene se si cerca il tipico cibo della Corea. Di recente hanno aperto molti ristoranti e sembra di essere a Seoul.

Picnic sotto i ciliegi in fiore

Andiamo avanti nel viaggio tra i quartieri di Tokyo arrivando a Ueno, il posto magico dove la gente del posto si da appuntamento per il picnic sotto i ciliegi in fiore. Si viene qui anche perché si trova il Tokyo National Museum, il principale museo di arte e tesori culturali giapponesi. Una volta qui non si può che restare incantati dal vasellame antico, dai rotoli dipinti e dalla ampia mostra di armature di samurai. Due consigli: se viaggi coi bambini vai sicuramente allo zoo di Ueno, dove si trovano alcuni dei panda giganti più coccolati al mondo. Se invece cerchi coltelli da chef e ceramiche per la tavola vai a Kappabashi, il quartiere dove gli chef di tutto il mondo scelgono oggetti unici.

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Concludiamo il viaggio tra i quartieri di Tokyo dedicandoci a Asakusa. Qui sembra che la modernità non sia arrivata e si respira una atmosfera profondamente giapponese. Qui si trova il Senso-ji, il tempio buddista più antico di Tokyo, costituito da un edificio principale e da una pagoda a cinque piani, ed è il posto giusto se non potrai andare a vedere le altre città del Giappone. Finite il viaggio a Nakamise-dori, la via che propone piccoli negozi che vendono principalmente souvenir ed oggetti della tradizione giapponese. Il paese del Sol Levante ormai lo conoscete. Non vi resta che amarlo.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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