Guida delle Florida Keys: cosa fare e vedere da Key Largo a Key West

Guida delle Florida Keys: cosa fare e vedere da Key Largo a Key West

Arriva il freddo e la neve. E spunta la voglia di mare, di sole tropicale, di Caraibi. Mezzo mondo però ancora risente degli esiti della pandemia e servono alternative, scegliendo tra i paesi che si possono visitare e che, nello stesso tempo, offrono isole, palme e fondali colorati. Come gli Usa che, non tutti lo ricordano, hanno i grattacieli di New York e il foliage del Maine ma anche le spiagge della Florida e soprattutto delle Keys, la catena di 800 isole che si allunga nel blu a sud di Miami. E ogni guida delle  Florida Keys vi ricorderà che da Key West a Cuba ci sono solo 90 miglia.

Guida delle Florida Keys: la strada sull’oceano

Aggiungete che i visitatori vaccinati possono entrare negli Usa senza problemi e che questa è la stagione migliore per godersi le Florida Keys: resta solo da capire cosa stiamo aspettando per partire. Prima però occorre fare una premessa: le Keys sono assolutamente americane ma sono anche molto particolari. Tanto che qui, ancora oggi, si respira una atmosfera speciale, un retaggio di quando invece che turisti da tutto il mondo da qui passavano per lo più pirati, cercatori di fortuna, pescatori e personaggi alla Hemingway o Henry Flagler. Il primo lo conoscono tutti, il secondo meno: ma è ancora più importante.

Fu infatti questo visionario imprenditore che ebbe l’intuizione di collegare la terraferma a Key West, la più lontana di queste isole che però era il posto giusto per costruire una base mercantile che sfruttasse il nascente canale di Panama. Per farlo pensò ad una ferrovia: e nel 1912 il primo treno arrivò a Key West dopo aver viaggiato sul mare lungo una catena di ponti. Fu un trionfo e qualcuno parlò addirittura di ottavo meraviglia del mondo ma durò poco. Gran parte della linea fu danneggiata nel 1935 da un uragano indicato come «la tempesta del secolo».

Nuova vita dopo l’uragano

Più di 40 chilometri di strada ferrata furono spazzati via dall’uragano, la società fallì e quello che rimase fu venduto allo Stato della Florida. E in questo modo si diede nuova vita a queste isole. Infatti gran parte dell’infrastruttura ferroviaria rimanente fu la base per  per costruire l’Overseas Highway o US 1, che collega 44 isole, attraverso 42 ponti e che già di per sé è una attrazione speciale.

Il tracciato, infatti, si estende per circa 160 km e potrebbe essere percorso senza soste in meno di tre ore. Ma sarebbe un peccato. I panorami sono imperdibili, i luoghi dove sostare tanti e bellissimi, le zone dove tuffarsi diverse: ecco perché il modo migliore sarebbe quello di dimenticare la fretta e percorrere questa strada nell’arco di almeno due giorni per concedersi soste nelle spiagge, magari andando a fare mini crociere tra i suoi splendidi fondali e visitando i parchi che ne proteggono il territorio. Per arrivare infine alla fine Key West e aspettare il tramonto che, si dice, è tra i più belli al mondo. Quando il sole si tuffa nell’Oceano tutti applaudono.

Miami alle spalle

La prima parte della strada permette di lasciarsi alle spalle Miami per puntare direttamente verso la prima, una tra le più celebri delle isole: Key Largo. Questa è la più settentrionale e la più estesa dell’arcipelago e qui si trova il John Pennekamp Coral Reef State Park, il primo parco sottomarino degli Stati Uniti. Qui il fiore all’occhiello è la barriera corallina. Ed è sott’acqua che accorrono tutti.

Basta scorrere una qualunque guida delle Florida Keys per capire che qui si viene per fare snorkeling, immersioni, ma anche solo per partecipare ad uno dei tour in barca con fondo di vetro che permettono di vedere il mare dal di dentro anche se non si è nuotatori provetti. La ricompensa sono banchi di pesci colorati, tartarughe e barracuda e i colori del corallo mentre per chi non sa stare fermo c’è ampia scelta di gite in canoa e kayak, battute di pesca e gite in bicicletta.

Islamorada: l’isola della pesca

La tappa successiva è a Islamorada e merita lo stop: è conosciuta, infatti, come la capitale mondiale della pesca e quindi non c’è da meravigliarsi se i ristoranti di pesce sono una altra delle attrattive. Chi lo desideri può salpare con una delle tante barche che escono per battute di pesca d’altura che vanno da 4 ore fino alla intera giornata. Altro richiamo è quello delle immersioni e infatti qui si trova anche Museo della storia delle immersioni. E per i più pigri basta andare ad Anne’s Beach: la sabbia è bianca e l’acqua è cristallina e calda tutto l’anno.

Islamorada tra l’altro è praticamente a metà strada tra Miami e Key West ed è quindi un buon posto per fare una sosta per la notte. Tra le sistemazioni più amate ci sono il boutique hotel Casa Morada o il Moorings Village: intorno piante da cocco e davanti una spiaggia privata. Il relax qui è un obbligo.

Guida delle Florida Keys: nuotare tra delfini e tartarughe

Dopo l’ennesimo bagno è tempo di ripartire: la sosta successiva è a Marathon, una altra destinazione molto apprezzata in particolare dalle famiglie, anche perché qui ci sono diversi luoghi amati dai bambini. Ovviamente non mancano servizi per chi cerca immersioni,  snorkeling e la pesca ma anche un centro come il Dolphin Research Center di Grassy Key dove si può nuotare con i delfini.

Ancora più interessante è poi il Turtle Hospital, un centro specializzato nel recupero delle tartarughe marine delle Keys. Gli esemplari malati e feriti vengono curati e appena possibile rimessi in libertà. Ed è possibile vedere le zone dove le tartarughe sono accudite e curate. Volendo stare con i piedi per terra si può passeggiare nel Sunset Bay Park, un’area verde piena di alberi e frequentata da molti uccelli, tra cui i colibrì, oppure andare a rilassarsi nelle spiagge come Sombrero Beach. Il fondale va bene per lo snorkeling, l’acqua è bassa e qui arrivano anche le tartarughe che depongono le uova.

E la fine della corsa è a Key West

Una breve sosta a Big Pine Key e Lower Keys, dove i cervi zampettano tranquilli in una area protetta e dedicata a loro e poi ecco Key West, il capolinea dell’autostrada e il punto più meridionale degli Stati Uniti continentali. Qui aveva casa Hemingway, e si può ancora visitare, ma soprattutto qui si vive una perenne estate fatta di vita all’aria aperta e divertimento.

Ecco perché, potendo, qui si dovrebbe fare sosta per almeno un paio di giorni. Il bello che non serve l’auto ma si può camminare, pedalare o usare i mezzi per spostarsi tra le gallerie, i caffè e i pub. Tanto prima o poi vi troverete a passare per Duvel Street ma soprattutto ad arrivare a Mallory Square dove si celebra ogni giorno la Sunset Celebration, ovvero il saluto al sole che tramonta.

I Caraibi sono davanti a voi, il mare è blu, la birra è gelata e tutti sorridono. Forse tutto questo sarà superficiale ed effimero. Ma, per certo, la tristezza sembra che da queste parti non possa trovare casa.

Guida delle Florida Keys: come arrivare

La porta di ingresso al sud della Florida è per forza di cose la città di Miami e il suo aeroporto internazionale che è il più importante dello stato e l’unico che ha collegamenti diretti con l’Italia e con le altre città europee. Il miglior per viaggiare attraverso le Florida Keys poi è in auto. Il paesaggio lungo il percorso è ineguagliabile, soprattutto quando si attraversano i 16 chilometri del Seven Mile Bridge, apparso nelle scene di numerosi film.

Da Miami a Key West senza traffico o tappe intermedie occorrono circa 3 ore (256 km). La strada più veloce prevede l’utilizzo della Ronald Reagan Turnpike (autostrada a pagamento) fino a Florida City e poi da lì il percorso si svolge tutto sulla Overseas Highway (US-1 S) fino alla punta meridionale di Key West. Utilizzare l’autostrada non è obbligatorio. Percorrendo per tutto il tragitto da Miami la US-1 S senza prendere mai l’autostrada, ci metterete solo 20-30 minuti in più ma risparmierete una dozzina di dollari di pedaggio.

Quando andare

L’arcipelago della Florida Keys rappresenta il naturale prolungamento della penisola della Florida all’interno del Golfo del Messico. L’invidiabile posizione fa sì che di fatto le stagioni siano solo 2: una da giugno a ottobre caratterizzata da caldo torrido e umidità insopportabile (oltretutto si tratta della stagione degli uragani), e una da novembre a maggio con temperature più sopportabili, sicuramente da preferire per un soggiorno. Magari evitando il pienone dello Spring Break.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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