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Guida di Malaga in Andalusia: cosa vedere dall’Alcazaba al museo Picasso

Guida di Malaga in Andalusia: cosa vedere dall’Alcazaba al museo Picasso

E’ la città natale di Picasso, ospita alcune fortezze piene di fascino, è circondata da belle spiagge, ha una vita notturna decisamente vivace e il poeta Vicente Aleixandre la descrisse come “un paradiso tra il cielo e la terra”. Se ci aggiungete che offre anche ottimi ristoranti ed è la porta di accesso alla famosa Costa del Sol capirete perché Malaga sia una destinazione sempre più di moda. E perché la guida di Malaga si allunga sempre di nuovi capitoli.

Ora, non si può certo dire che questa città sia stata scoperta da poco dal turismo. Ma se si vuole essere onesti occorre riconoscere che quella che è la quinta città della Spagna per importanza non si è fatta travolgere dalla frenesia che ha snaturato, e spesso devastato, le altre località della Costa del Sol. Quelle, per capirci, dove l’inglese sembra aver sostituito lo spagnolo e dove i fish and chips sono più comuni delle tapas e del gazpacho.

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Guida di Malaga: un po’ di storia

Posta nel cuore della comunità autonoma dell’Andalusia, Malaga è stata fondata dai fenici che originariamente la chiamavano Malaka (che significa “luogo di salagione di pesce”). La sua ricca storia copre oltre 3.000 anni e vanta una miscela di culture romane, musulmane e spagnole, ognuna delle quali ha lasciato la propria impronta distintiva. Il risultato? Una città unica, piena di una seducente miscela di attrazioni storiche, architettoniche e culturali. Tra queste al primo posto si trova il Museo Picasso, ma i musei della città sono numerosi e la storia si nasconde in ogni angolo con le rovine del teatro romano e la splendida fortezza Alcazaba. Più in alto, il castello di Gibralfaro offre esempi incontaminati di architettura moresca, romana e cristiana. E nei giorni della Semana Santa, come altrove in Spagna, la devozione e le tradizioni invadono le strade come l’incenso le navate delle chiese.

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La nostra guida di Malaga ci porta poi per forza verso Plaza de la Constitucion che rimane il cuore della città vecchia, perennemente percorsa da gente che sciama nella rete di stradine pedonali mentre non lontano si trova Calle Larios, la strada dello shopping di Malaga. Detto così può sembrare complicato: ma basta usare la torre della cattedrale come punto di riferimento e muoversi intorno sarà uno scherzo. Ma non è solo una città che si va vanto del suo passato: Malaga è una città che evolve e si trasforma come si capisce bene visitando il rinato quartiere di Soho, chiamato anche “quartiere delle arti“, a due passi dal porto dove sono sorti e continuano a spuntare nuovi bar, ristoranti, micro-birrerie, negozi a fianco di centri di diffusione dell’arte e della cultura.

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Muelle Uno, il nuovo volto del porto

Tutto questo senza dimenticare l’architettura surreale del lungomare che conduce al Muelle Uno, una nuova zona commerciale e di ristorazione che ha cambiato il volto del porto. Insomma la guida di Malaga può raccontare molte cose: ma la prima è che non è solo la città dove arrivare per poi partire subito verso le spiagge dell’Andalusia.

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I castelli dei califfi ai tempi del Mori

Il punto di partenza della nostra visita della città è ovviamente in alto. Partiamo dal Castillo de Gibralfaro che domina la collina omonima, sopra l’Alcazaba. Si tratta di una fortezza medievale moresca fatta costruire dal califfo di Cordoba, Abd-al-Rahman III, nel X secolo sul sito di un faro fenicio. Infatti il nome deriva dalla parola “gebel-faro” (parole arabe e greche che significano “roccia del faro”). Il sultano di Granada, Yusef I, ampliò la fortezza all’inizio del XIV secolo ma il palazzo passò alla storia per il lungo assedio subito da parte dei Re Cattolici, Ferdinando e Isabella.

Anche se ora in gran parte in rovina, il sito è da vedere per i suoi panorami e per il valore storico. Da questo punto di osservazione si può vedere il porto di Malaga e un lungo tratto di costa dell’Andalusia. I resti più visibili della fortezza sono gli immensi antichi bastioni, che si ergono sopra i boschi. All’interno delle mura restano pezzi di edifici e cortili tipici dell’architettura islamica.

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Retaggi moreschi e ricordi romani

Continuando a sfogliare la guida di Malaga scendiamo e andiamo a scoprire un altro dei simboli della città: l’Alcazaba. Anche questa roccaforte dei re moreschi fu costruito nel IX secolo (e ricostruito nell’XI sulle rovine di un bastione romano. I reggitori musulmani della città governarono da questa cittadella per diversi secoli protetti dalle tre cerchia di mura e dalla bellezza di 110 torri. Oggi i visitatori possono vedere alcune delle torri rimaste o rilassarsi nei giardino nei cortili del castello mentre l’Alcazaba ospita il Museo Provinciale delle Belle Arti che raccoglie una collezione permanente di dipinti locali del XIX secolo e pezzi famosi di artisti spagnoli. Il museo espone anche due dei primi lavori di Picasso.

Il Museo Archeologico espone antichità romane, una collezione di ceramiche ispano-arabe e modelli del castello. Vicino all’Alcazaba, sul lato ovest del monte, si trova il Teatro Romano risalente ai tempi di Augusto. Occasionalmente si tengono spettacoli teatrali all’aperto.

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La cattedrale e il ricordo dei Re Cattolici

Nel cuore della città invece non si può non visitare la cattedrale che sorge sul sito di una precedente moschea. Si tratta di un edificio di grandi dimensioni nel quale meritano particolare attenzione alcune delle cappelle. Tra queste la Capilla de los Reyes (la prima sulla destra) dove oltre agli affreschi spicca la statuetta della Vergine, che Ferdinando e Isabella portavano con sé durante le loro campagne militari. I turisti possono salire sulla torre nord alta ben 86 metri per ammirare la vista sulla città. Dopo essere scesi gironzolate senza meta nella città vecchia, in un intreccio di stretti vicoli medievali e piazze tranquille. Molte delle strade sono fiancheggiate da negozietti, caffetterie e locali di tapas d’atmosfera.

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Quindi è la volta di rendere omaggio al genio locale: Pablo Picasso. Qualunque guida di Malaga vi racconterà che il  pittore è nato in Plaza de la Merced al numero 15 e che nella casa natale è stato realizzato un grande museo con tantissime delle sue opere. La collezione rappresenta l’intero arco della vita e della carriera artistica di Picasso, dai suoi primi studi alle sue rivoluzionarie innovazioni artistiche. La collezione comprende opere create tra il 1892 e il 1972 che riflettono la vasta gamma di stili e tecniche che Picasso ha padroneggiato.

Guida di Malaga: una città dove l’arte è di casa

Ma non solo Picasso: Malaga è tra le città della Spagna con più musei e tra quelli da vedere c’è sicuramente il Museo Carmen Thyssen ospitato nel Palacio de Villalon dove si ammira la collezione accumulata nel tempo dalla baronessa Thyssen. Gli antichi maestri, i paesaggi dei pittori romantici, i naturalisti e le opere di fine secolo sono tutti oggetto di grande attenzione in questo museo di quattro piani. Dai dipinti andalusi raffiguranti il flamenco, gli zingari, la corrida e la religione alle opere di Dario de Regoyos, è una visita imperdibile per gli appassionati d’arte.

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Moderno e interessante è anche il Centro de Arte Contemporáneo che si trova ai margini del quartiere di Soho, vicino al fiume Guadalmedina, ospitato in uno spazio bianco scintillante sorto dove c’era il vecchio mercato all’ingrosso di Malaga. Ha una piccola collezione permanente di arte visiva contemporanea del XX e del XXI secolo, ma è la qualità delle mostre temporanee e delle collezioni internazionali che attirano. È particolarmente popolare la domenica quando la terrazza del caffè si riempie presto. Oltre al bar esterno e al patio, anche il ristorante di sushi Oleo è eccellente.

Infine la nostra guida di malaga ci porta al Mimma, ovvero al Museo interattivo di musica che raccoglie una delle più grandi collezioni private di strumenti musicali d’Europa, MIMMA utilizza le ultime tecnologie per consentire ai visitatori di interagire con praticamente tutto ciò che è in mostra e utilizza la tecnologia per rendere interattiva la visita.

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Il mercato nel vecchio cantiere navale

Infine, prima di partire per andare a rilassarvi su una spiaggia o a mangiare sul mare non perdetevi una visita al Mercado de Atarazanas, il mercato coperto della città. Si trova proprio nel cuore della città ed è un edificio che merita assolutamente di essere visto. Non foss’altro perché era un cantiere navale al tempo dei Mori. Il nome in arabo infatti significa “posto dove si riparanole navi” e un tempo era in riva al mare.

La facciata è un enorme arco assai antico ed è tutelato per la sua importanza storica.  All’interno è sempre affollato di clienti e venditori di frutta, verdura, pesce, carne e formaggio. La mattina, quando arriva il pesce fresco, è il momento più vivace e nel quale si respira tutta l’atmosfera di quella che era Malaga un tempo. Infine andate e guardatevi intorno: troverete diversi locali dove passare da una tapas all’altra. Scegliete quello che vi ispira di più e rilassatevi. La Costa del Sol, i villaggi bianchi dell’Andalusia, la magia di Ronda e le onde di Tarifa  vi aspettano. Ma dovranno pazientare: adesso è il momento di godervi Malaga.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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