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L’isola di Tilos nel Dodecaneso: mare, castelli e paesi fantasma

L’isola di Tilos nel Dodecaneso: mare, castelli e paesi fantasma

Tilos è un’isola con diciannove spiagge, dodici montagne, una grotta famosa, una manciata di castelli più o meno in rovina, quattrocento abitanti e un monastero. Se volete essere pignoli potrete aggiungere le solite chiesette bianche e molti uccelli che cantano. E avrete l’identikit dell’isola che ben pochi conoscono. Si, perché l’isola di Tilos nel Dodecaneso ha questi piccoli tesori ma resta comunque fuori dai flussi del turismo di massa che percorrono l’Egeo. Il risultato è un luogo dove spesso la gente ritorna anno dopo anno ma in cui resiste un’atmosfera tranquilla e molto rilassante.

L'isola di Tilos nel Dodecaneso

La porta dell’isola è il porto di Livadia dove si concentrano anche la maggior parte delle sistemazioni e dei locali. Ma chi cerchi una movida scatenata vada altrove. Il capoluogo però è Megalo Chorio, nell’interno, alle pendici di una montagna. Nel centro dell’isola poi ci sono i resti di Mikro Chorio, oggi un villaggio fantasma che fu abbandonato negli anni ’50 quando i suoi abitanti si trasferirono altrove. Facile intuire che le sistemazioni non sono moltissime e, nonostante il miglioramento dei collegamenti, che l’isola di Tilos nel Dodecaneso resta un luogo per veri innamorati della Grecia che spesso abbinano una sosta qui con vacanze sulle altre isole come Nysiros, Rodi e Symi.

L'isola di Tilos nel Dodecaneso

L’isola di Tilos nel Dodecaneso è nata da una antica eruzione vulcanica che l’ha staccata dall’Asia Minore a cui era attaccata. La prova arriva dalla presenza di specie animali diverse da quelle normalmente presenti nella zona. La presenza umana invece risale all’epoca minoica ma il punto più alto dello sviluppo è stato raggiunto nel Medioevo quando qui si trovavano i cavalieri di San Giovanni e qui si sviluppò il monastero di Agios Panteleimonas.

L’isola di Tilos nel Dodecaneso: l’isola di Apollo

All’epoca l’isola era un centro molto attivo nei traffici commerciali di oli medicamentosi. Non a caso la mitologia vuole che l’isola debba il suo nome da Tilos, figlio del dio Apollo che avrebbe curato la madre con delle erbe particolari raccolte sull’isola. Se facciano miracoli non si sa: ma è certo che erbe, spezie e fiori ancora prosperano in tutto il territorio dell’isola. E nelle giornate estiva il vento profuma di timo e origano mentre in primavera le colline sono coperte di margherite gialle, papaveri rossi e fiori blu di lupino. Ma qui fioriscono anche rare tipologie di orchidee e nel mare ci sono delfini e tanto pesce.

L'isola di Tilos nel Dodecaneso

L’isola di Tilos nel Dodecaneso: il capoluogo

Il capoluogo dell’isola è Megalo Horio, a circa sette km al porto e lontano dal mare come spesso accadeva in isole dove, dal blu, arrivavano i pirati. Il paese non è cambiato molto e mantiene la classica struttura con le case bianche a cubo, cortili fioriti e vicoli che arrivano sino al castello medioevale che la domina sulla collina dedicata a Agios Stefanos.

Non ci sono molte strutture turistiche perché i circa 250 abitanti vivono ancora per la gran parte di agricoltura. A un paio di chilometri di distanza si trova la grotta di Harkadio, una delle più interessanti della Grecia. Si tratta di un valore dato dalla ricchezza paleontologica: gli scavi  hanno portato alla luce numerose ossa di elefanti nani insieme a oggetti in pietra del periodo neolitico, che sono esposti nel Museo  di Tilos.

Abbiamo detto elefanti e non è uno scherzo: da questi ritrovamenti si è dimostrato che l’isola è stata unita con la costa dell’Asia Minore fino al disastroso evento sismico di sei milioni di anni fa. Quando fu separata gli  elefanti nani dovettero adattarsi al nuovo ambiente per sopravvivere. Ma non ce la fecero: e questi ritrovati sull’isola di Tilos nel Dodecaneso erano gli ultimi elefanti vissuti in Europa. Vicino all’ingresso della grotta la collettività dell’isola ha costruito un teatro in pietra che durante l’estate ospita spettacoli ed eventi.

L'isola di Tilos nel Dodecaneso

L’isola di Tilos nel Dodecaneso: il castello

Sopra la collina che domina Megalo Chorio si trova il castello costruito nel XV secolo dai Cavalieri di San Giovanni sulle fondamenta della più antica acropoli. La fortezza è stata costruita per proteggere il centro dell’isola che allora come oggi era coltivato. Tilos fu donata ai Cavalieri come un feudo da Barello Assanti d’Ischia con il mandato di rafforzare efficacemente il controllo su questo pezzo di Egeo l’isola e l’obbligo di inviare al Gran Maestro a Rodi i bottini recuperati dai relitti di navi.

Il castello, che proteggeva le case del paese, era stato costruito per difendere gli abitanti dalle continue invasioni dei pirati nel Medioevo. Oggi, le pareti esterne del castello sono i soli resti sopravvissuti del castello. Da non perdere poi la visita al monastero di Agios Panteleimonas, il più importante centro  religioso che si trova sulle pendici della montagna più alta dell’isola.

Fu costruito con un’architettura che ricorda quella di un forte nel 1470 e ancora oggi colpisce per il cortile acciottolato e imponenti pitture murali. Agios Panteleimonas è ovviamente il patrono di Tilos e la sua festa si celebra il 26 luglio.

L'isola di Tilos nel Dodecaneso

L’isola di Tilos nel Dodecaneso e il villaggio fantasma

Il villaggio di Mikro Horio è un villaggio abbandonato che si trova a metà strada tra Livadia e Megalo Horio. Il paese è stato lasciato dai residenti che erano tanti: prima della guerra qui abitavano 750 persone che poi si sono trasferiti ad Atene, in Australia e negli Usa e ovviamente a Livadia. Quindi qui restano le case, peraltro spesso ancora ben conservate, i resti del castello medioevale dei Cavalieri e la bianca chiesa che domina la valle.

Una curiosità: le case sono 220 e ci sono i muri ma non i tetti e gli infissi, poiché gli abitanti li hanno portati via per usarli nuovamente. Abbiamo detto che si tratta di un paese fantasma: ma non di sera d’estate.
Durante l’alta stagione infatti qui si balla grazie al Mikro Chorio Music Bar, un locale aperto da due ragazzi dell’isola ricavato in una delle vecchie case: sulla terrazza si bevono cocktail, si fa festa e si guardano le stelle.

L'isola di Tilos nel Dodecaneso

Le spiagge

La spiaggia di Agios Antonios è una delle più lunghe di Tilos ed è molto piacevole grazie ad una miscela di ciottoli e sabbia e grazie ad alberi che regalano un po’ di ombra. Non ci sono attrezzature e ma non lontano si trova una taverna oppure si deve tornare a Megalo Chorio che dista due chilometri.

La spiaggia di Eristos è una di quelle più facilmente raggiungibili e si trova a 3 km a sud di Megalo Chorio. L’acqua è trasparente e calma e la spiaggia è inserita in un ambiente assolutamente tranquillo e silenzioso: in bassa stagione potreste essere soli.

La spiaggia di Livadia è la più popolare visto che è la più vicina al porto. Si estende per un paio di chilometri e alterna pezzi sabbiosi ad altri di ciottoli. Qui chi vuole stare comodo qui troverà lettini e ombrelloni e la possibilità di non allontanarsi troppo dal centro del paese. In più a poca distanza si trovano molti locali e taverne.

Infine tra le spiagge che si trovano sull’ isola di Tilos nel Dodecaneso c’è Plaka Beach: è una spiaggia lunga e stretta con fondali rocciosi e parecchi alberi a fare da cornice. E’ abbastanza lontana e anche in alta stagione si può stare lontano dagli altri turisti. Strutture turistiche cosi come lettini e ombrelloni non sono disponibili: perciò portatevi da bere e se volete qualcosa per mangiare. Per raggiungerla bisogna seguire la strada che da Megalo Chorio va verso la chiesa di Agios Panteleimonas.

L’isola di Tilos nel Dodecaneso: come arrivare

Tilos può essere raggiunta dal porto di Atene, il Pireo, con un viaggio abbastanza lungo. Il modo più veloce per arrivare è arrivare sino alle isole di Kos o di Rodi con un volo e poi proseguire con uno dei traghetti o dei catamarani.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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